Chiediamo il ripristino delle ex-regie federali!

 USS-Ticino e Moesa

 

I prossimi 30 novembre e 1. dicembre si terrà a Berna il congresso quadriennale dell’Unione sindacale svizzera, la più grande centrale sindacale del nostro Paese. Allo stesso sarà presente una folta delegazione ticinese, rappresentativa dell’USS-Ticino e Moesa e delle Federazioni sindacali (UNIA, VPOD, Syndicom, SSM).

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NO alla liberalizzazione totale del mercato dell’energia elettrica

Associazione per la difesa del servizio pubblico

 

Abbiamo preso atto della proposta della consigliera federale Doris Leuthard sulla liberalizzazione totale del mercato dell'energia elettrica con forte preoccupazione. Siamo contrari alla liberazione, poiché favorisce l’energia derivante dal carbone e dal nucleare e mette in difficoltà le aziende pubbliche come l'AET.

 

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Serata dibattito sulle finanze pubbliche

Ne discuteremo con il professore di macroeconomia all'Università di Friborgo Sergio Rossi e il professore di economia all'Università di Lugano Mauro Jametti.

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Quale futuro per le FFS?

Intervista a Thomas Giedemann, ferroviere e presidente macchinisti ticinesi nel SEV

di Graziano Pestoni

 

Thomas Giedemann ha rinunciato all’automobile in favore del trasporto pubblico di cui è quindi anche utente. Entrato nelle FFS nel 1991 quando le ferrovie erano ancora una regia federale, ha vissuto tutti i cambiamenti che hanno trasformato l’ex regia in ciò che è oggi.

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Privatizzare le autostrade è irresponsabile. A Berna stanno dando i numeri?

Partito Comunista - Ticino

 

Le vie di comunicazione non devono essere esternalizzate: esse appartengono alla collettività e devono dunque essere gestite dall’Ufficio federale delle strade!

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Le privatizzazioni non funzionano, il Regno Unito nazionalizza di nuovo le ferrovie

 

La gestione della tratta orientale torna in mani pubbliche. I Laburisti: “È la dimostrazione che con questo sistema le compagnie guadagnano e i cittadini perdono”.

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Officine, la prospettiva che mi fa dire «non ci sto»

di Gianni Frizzo

 

Evidentemente l’offuscata «silhouette» del «miraggio» dell’Officina più moderna d’Europa (ci assicurano che non viene quindi trasferito l’attuale tornio ininterrottamente in uso dal 1886), profilata all’orizzonte dalle FFS e colorita, dalle istituzioni politiche, da splendenti e pregiati (120 milioni di franchi) colori, vuole ottenere quale effetto sull’opinione pubblica, l’azzeramento della memoria sui fatti autentici.

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Lo strapagato Meyer ricatta il Ticino e la democrazia

di ForumAlternativo

 

In questa fase storica del capitalismo, quasi tutte le decisioni importanti per la vita di noi tutti vengono ormai prese da una ristretta casta di managers superpagati. Studi scientifici hanno dimostrato che a livello globale sono circa 5000 i super managers, tra cui Blocher, Tettamanti, Ermotti e co., che formano questa casta, tutti ben coordinati tra di loro.

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OFFICINA, CHE TRISTEZZA!

di Gian­ni Friz­zo

 

 

Chie­do ve­nia a chi vor­reb­be boc­che cu­ci­te piut­to­sto che “ru­mo­re” (o me­glio, chiarezza), at­tor­no al te­ma del­le Of­fi­ci­ne (OBe).

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Nazionalizziamo la posta

Alberto Togni Partito Comunista

 

Le irregolarità riscontrate nella contabilità della filiale AutoPostale, venute alla luce lo scorso febbraio, hanno mietuto le prime vittime. La direttrice Susanne Ruoff prima e il resto della direzione poi, sono stati silurati con effetto immediato dal Consiglio d’amministrazione della Posta.

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L’USS - Ticino e Moesa chiede il ripristino delle ex-regie federali tramite il lancio di tre iniziative popolari gemelle

di Red

 

Negli scorsi giorni il comitato dell’USS-Ticino e Moesa ha deciso le proposte da sottoporre al Congresso nazionale dell’Unione sindacale svizzera che si riunirà a Berna il 30 novembre e il 1. dicembre 2018.

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Scandalo AutoPostale: nessuno è responsabile

di Graziano Pestoni Presidente USS-Ticino e Moesa

 

Come si ricorderà il mese di gennaio è scoppiato lo scandalo di AutoPostale, una società della Posta Svizzera SA. AutoPostale avrebbe ricevuto dai cantoni sussidi non dovuti. Una pratica illegale.

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C’è ancora posta per te?

di Gabriele Rossi

 

«Ohé, Sandrina, posta!» Cominciavano così molte delle mie mattine d’estate, in vacanza. Seduto al tavolo di cucina vedevo mia madre, la Sandrina, affacciarsi al piccolo pertugio fra le gelosie, accostate per tener fuori il caldo ma lasciar trapelare la luce del mattino.

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Quale futuro per la SSR?

di Graziano Pestoni

 

Il 4 marzo il popolo svizzero ha affossato l’iniziativa No Billag che intendeva sopprimere il canone radiotelevisivo, con il 71.6% di NO. In nessun Cantone è stata accolta, nemmeno in Ticino dove la campagna è stata più aspra.

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Fermate la chiusura degli uffici postali!

di Red

 

Questa mattina il COMITATO PER LA DIFESA DEGLI UFFICI POSTALI ha scritto alla deputazione ticinese alle Camere Federali chiedendo una moratoria sulla chiusura degli uffici postali.

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Posta: la Grande Bugia

di Graziano Pestoni

 

La Posta, ormai tutti lo hanno potuto constatare, sta vivendo grandi cambiamenti: privatizzazioni, smantellamenti, chiusure di uffici, peggioramento delle condizioni di lavoro. La Posta presenta questi cambiamenti come inevitabili. Sarebbero la conseguenza della rivoluzione tecnologica in corso e delle conseguenti mutate abitudini dell’utenza.

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Francia: privatizzazione delle SNCF. Il caos.

di Graziano Pestoni

 

Manuel Macron il presidente francese, ni de droite - ni de gauche, dopo aver soppresso molti diritti dei lavoratori e delle lavoratrici con la modifica della legge su lavoro, ha ora deciso privatizzare le ferrovie francesi e di sopprimere lo statuto dei ferrovieri.

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Sergio Rossi: continueremo a sostenere tesi fallimentari?

 

Intervista di TicinoToday

 

 

Un bilancio, a 20 anni di distanza, delle trasformazioni a cui sono andate incontro le ex PTT, ma anche delle finanze elvetiche più in generale.

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FFS alla canna del gas

di RedQ

 

Vi ricordate lo slogan «viaggio in treno, viaggio sereno»? È dei tempi, non così lontani, di quando le FFS, assieme alle PTT, erano uno dei fiori all’occhiello della Svizzera? Ora invece quando se ne parla è soprattutto o per i salari milionari dei loro dirigenti o per le sempre più frequenti disfunzioni.

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Giù le mani dall'officina!

di Red

 

Intervista a Gianni Frizzo

"Come si può pretendere dalle maestranze un’adesione a questo catastrofico progetto?"

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La SSR verrà smantellata come la Posta?

di Red

 

Il 4 marzo i cittadini hanno affondato l’iniziativa No Billag. Nessuno si illudeva che poi sarebbe successo nulla. La rapidità, con la quale è stato sfoderato un attacco in grande stile alla SSR, comunque sorprende. Con quali proposte? Ridurre il canone a 200 franchi; aumentare la pubblicità; più canone ai privati; una parte del canone ai giornali. Ciò significa di fatto una privatizzazione parziale dei servizi radiotelevisivi.

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Officine: se questa è democrazia...

Lo sciopero delle Officine del 2008, il più importante in Svizzera dopo quello generale di 100 anni fa, ha rappresentato sicuramente, e non solo per il Ticino, un avvenimento di portata storica. Se nel 1918 la borghesia svizzera fece intervenire l’esercito contro gli

scioperanti, 10 anni fa si arrivò a un passo dall’occupazione, e quindi dal blocco della linea ferroviaria del Gottardo, ciò che avrebbe sicuramente portato a un massiccio intervento delle forze di sicurezza (e forse anche dell’esercito).


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UPC e No Billag: il derby neoliberista

di Nestor Buratti

 

All'improvviso tutto il Cantone diventò anti-liberista. È successo lo scorso 7 settembre, quando cioè la RSI ha comunicato che non avrebbe trasmesso, per la stagione 2016/2017, i derby di hockey tra Ambrì e Lugano. Una prima per la radiotelevisione pubblica che da tempo immemore trasmette l'amato evento sportivo. Una novità che ha suscitato un mare di polemiche e fiumi di parole sui social network nostrani. Eppure è la legge del mercato, applicata in questo caso ai diritti tv.

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Lo scandalo di AutoPostale SA: tante manipolazioni, un incidente di percorso?

di Graziano Pestoni

 Quanto successo ad AutoPostale, purtroppo, non può sorprendere chi conosce la Posta SA. I conti, da anni, sono opachi, di difficile lettura, eticamente discutibili.

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La scuola è mia e decido io

di Bruno Neri

 

Inclusione ed equità. Chi non potrebbe dirsi entusiasta di una riforma scolastica che riassuma in queste due belle parole le sue ambizioni?

È «La scuola che verrà», prodotta negli uffici di Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola ticinese, e benedetta politicamente dal ministro socialista Manuele Bertoli a capo del Decs.

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Non smantelliamo la RadioTelevisione Pubblica

di Enrico Borelli

 

Come ogni progetto di smantellamento di un servizio pubblico, anche l'iniziativa No Billag, in votazione il 4 marzo prossimo, mira a fare gli interessi di pochi imprenditori e investitori privati a scapito dei cittadini comuni, soprattutto dei più fragili e delle minoranze.

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Malgrado tutto, dobbiamo bocciare NO Billag

di Gerpes

La radio e soprattutto la televisione, spesso, non ci soddisfa.

I servizi informativi sono lacunosi e non di rado di parte. I partiti dominanti e gli interessi del capitale hanno uno spazio privilegiato. Tutto quanto sa di sinistra, per esempio ma non solo in America latina, è presentato in forme non soddisfacenti. Un’analisi particolareggiata dei servizi informativi, salvo rare e lodevoli eccezioni, dimostrerebbe la parzialità di tante notizie.

Appare pure evidente che non sempre i fondi a disposizione sono utilizzati con il dovuto rigore.Ciò non dovrebbe essere il caso per reti televisive pubbliche.

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Ospedale Cantonale Universitario: una necessità?

di Equo

 

L’apposita commissione sanitaria del Gran Consiglio ha firmato i due rapporti l’8 novembre, arriverà quindi presto nel plenum l’iniziativa parlamentare di Simone Ghisla (PPD), firmata da altri 37 Gran Consiglieri, che chiede l’istituzione di un ospedale cantonale universitario di riferimento con sede unica e gestito dall’EOC.

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Graziano Pestoni, La privatizzazione della Posta Svizzera

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Beltraminelli sveglia!

Le iniziative sanitarie:

una risposta della società civile all’inerzia del Dipartimento.

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Ri – nazionalizziamo le aziende pubbliche

di Graziano Pestoni

Alla fine dello scorso anno, Syndicom, il sindacato del personale della Posta, propose al Consiglio federale di adottare una moratoria sulla chiusura degli uffici postali. La richiesta era motivata dal fatto che la Posta, per aumentare gli utili, che permettono di ricompensare con lauti bonus i suoi direttori, sta accelerando il processo di chiusure. In Ticino, secondo i criteri che la Posta stessa si è data, fra pochi anni avremmo ancora ….10 uffici postali.

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Dalla RSI agli ospedali: mobilitiamoci per i beni comuni, i diritti e la dignità!

L’Unione sindacale svizzera - Ticino e Moesa ha convocato negli scorsi giorni diverse forze sindacali e associative per promuovere una mobilitazione cantonale in difesa del lavoro e dei beni comuni. Abbiamo chiesto a Enrico Borelli, segretario regionale di Unia, un breve resoconto di questa prima importante riunione.

 

È stato un incontro molto partecipato, con la presenza di diverse realtà. Adesso si tratta di lavorare alla preparazione di una forte mobilitazione. Dobbiamo dare un segnale deciso alla politica perché siamo arrivati a un punto di non ritorno.

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Un inaccettabile salto indietro

di Graziano Pestoni

 

L’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) fu creato dal Gran Consiglio il 20 dicembre 1982. Esso riunì una decina di istituti non in grado di assicurare una medicina moderna e di qualità, gestiti da fondazioni private, fatta eccezione per l’Ospedale Civico di proprietà della Città di Lugano. A quel tempo per diagnosi e interventi appena complessi ci si doveva recare in Svizzera interna, da cui il diffuso detto “il miglior ospedale ticinese è il treno per Zurigo”.

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No allo smantellamento degli Ospedali pubblici!

 Scaricate qui il Formulario per firmare il Referendum

 

Sono moltissime le ragioni per opporsi alla pianificazione ospedaliera votata dal Gran Consiglio e della quale la revisione della Legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale (LEOC) è parte integrante.

Ricordiamo i cinque principali motivi:

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Foraggiare

«Non c’è nulla di razionale in tutto ciò, se non l’aspetto di ‘foraggiare’ delle cliniche private». Questo il commento del direttore sanitario dell’ospedale di Mendrisio a proposito della pianificazione ospedaliera che il Gran Consiglio voterà in dicembre. In Ticino quasi la metà dei posti letto si trova nel settore privato, un numero molto più elevato rispetto agli altri cantoni svizzeri. E in Ticino il settore privato ha da sempre dei forti legami con i soliti partiti politici…

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L'ACSI fuori strada

La SSR non potrà più prelevare l’IVA sulla tassa di ricezione dei programmi radiotelevisivi. Lo ha deciso il Tribunale federale. Ciò comporterà una diminuzione delle entrate della SSR, a livello nazionale, di 40 milioni di franchi all’anno. Per far fronte a questa situazione l’azienda ha deciso di ridurre il personale di 250 unità, di cui 49 in Ticino. Oltre ad un problema occupazionale e umano, la qualità del servizio radiotelevisivo, già criticato a volte con qualche buona ragione, subirà un sicuro peggioramento.

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Un duro attacco al servizio pubblico

SCuDO, il servizio di cure a domicilio del luganese, ha deciso di dare la disdetta del contratto collettivo di lavoro.

Si tratta di una decisione incomprensibile, dannosa e irrispettosa. Incomprensibile perché il contratto collettivo, in vigore da anni, è uno strumento moderno ed efficace di gestione del personale; dannosa, perché obbliga il personale a lavorare in situazione di incertezza; irrispettosa, perché la soppressione del contratto collettivo significa pure la soppressione di molti diritti per il personale, per esempio quello di disporre di una commissione incaricata di affrontare con la Direzione i problemi di applicazione del contratto. Essa non considera nemmeno il fatto che l’attività in questi servizi richiede un impegno particolare da parte del personale, confrontato quotidianamente con situazioni difficili.

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