Un inaccettabile salto indietro

di Graziano Pestoni

 

L’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) fu creato dal Gran Consiglio il 20 dicembre 1982. Esso riunì una decina di istituti non in grado di assicurare una medicina moderna e di qualità, gestiti da fondazioni private, fatta eccezione per l’Ospedale Civico di proprietà della Città di Lugano. A quel tempo per diagnosi e interventi appena complessi ci si doveva recare in Svizzera interna, da cui il diffuso detto “il miglior ospedale ticinese è il treno per Zurigo”.

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No allo smantellamento degli Ospedali pubblici!

 Scaricate qui il Formulario per firmare il Referendum

 

Sono moltissime le ragioni per opporsi alla pianificazione ospedaliera votata dal Gran Consiglio e della quale la revisione della Legge sull’Ente Ospedaliero Cantonale (LEOC) è parte integrante.

Ricordiamo i cinque principali motivi:

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Assemblea costitutiva dell’associazione ticinese per la Ricostruzione di Kobane

La liberazione di Kobane fu una vittoria dell’umanità contro l’avanzata delle bande nere del cosidetto Stato islamico. La sua popolazione e la città pagarono un caro prezzo la difesa del progetto sociale democratico della Confederazione dei cantoni del Rojava. Una proposta che si basa su quattro concetti: democrazia partecipativa dal basso, convivenza tra i popoli, libertà delle donne e stesse possibilità di vita per tutte le religioni.

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Bravofly e lo sfruttamento in Ticino

di Enrico Borelli


Le autorità hanno emanato il Contratto normale di lavoro per le agenzie di viaggi e la Bravofly si “trasforma” in agenzia digitale, evitando così di essere vincolata al minimo salariale. Si tratta di una vicenda triste e paradigmatica di quello che è il degrado nel mercato del lavoro. Dovrebbe far riflettere sul tipo di insediamenti produttivi che vogliamo in Ticino. 

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Foraggiare

«Non c’è nulla di razionale in tutto ciò, se non l’aspetto di ‘foraggiare’ delle cliniche private». Questo il commento del direttore sanitario dell’ospedale di Mendrisio a proposito della pianificazione ospedaliera che il Gran Consiglio voterà in dicembre. In Ticino quasi la metà dei posti letto si trova nel settore privato, un numero molto più elevato rispetto agli altri cantoni svizzeri. E in Ticino il settore privato ha da sempre dei forti legami con i soliti partiti politici…

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Le scuse in ritardo di Blair sulla guerra

di Chiara Cruciati (tratto da il manifesto del 27.10.2015)

 

Mezzo milione di morti in 8 anni di occupazione dell’Iraq, dal 20 marzo 2003 (quando le prime bombe della crociata di George W. Bush annunciarono al paese un futuro di distruzione) fino al dicembre 2011, ritiro delle truppe di Washington. Ne sono seguiti tanti altri. Difficile stimarli: organizzazioni indipendenti calcolano che dal 2012 ad oggi 224mila iracheni (160mila civili) abbiano perso la vita nella quotidianità delle violenze.

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Come ti confeziono il nemico

di Chiara Cruciati (tratto da Il manifesto del 21.10.2015)

 

A quat­tro anni dalla sua prima pub­bli­ca­zione arriva in Ita­lia uno dei libri che meglio ana­lizza la società israe­liana e la nar­ra­zione col­let­tiva su cui fonda la sua appa­rente unità: La Pale­stina nei libri sco­la­stici di Israele – Ideo­lo­gia e pro­pa­ganda nell’istruzione, di Nurit Peled-Elhanan (EGA-Edizioni Gruppo Abele, pp.288, euro 18) apre uno squar­cio nel radi­cato sistema di pro­pa­ganda interna che ha accom­pa­gnato per decenni la costru­zione dello Stato di Israele.

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Lettera alla Sinistra italiana

di Oskar Lafontaine*

 

Care compagne, cari compagni,

la sconfitta del governo greco guidato da Syriza davanti all’Eurogruppo ha portato la sinistra europea a domandarsi quali possibilità abbia un governo guidato da un partito di sinistra, o un governo in cui un partito di sinistra sia coinvolto come partner di minoranza, di portare avanti una politica di miglioramento della condizione sociale di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, e delle piccole e medie imprese, nel quadro dell’Unione europea e dei trattati europei.

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L'ACSI fuori strada

La SSR non potrà più prelevare l’IVA sulla tassa di ricezione dei programmi radiotelevisivi. Lo ha deciso il Tribunale federale. Ciò comporterà una diminuzione delle entrate della SSR, a livello nazionale, di 40 milioni di franchi all’anno. Per far fronte a questa situazione l’azienda ha deciso di ridurre il personale di 250 unità, di cui 49 in Ticino. Oltre ad un problema occupazionale e umano, la qualità del servizio radiotelevisivo, già criticato a volte con qualche buona ragione, subirà un sicuro peggioramento.

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Lo scandalo del prezzo dei farmaci

di Franco Cavalli (tratto dal Quaderno 2)


Il settore delle multinazionali farmaceutiche è quello che mostra meglio di ogni altro non solo l’iniquità, ma addirittura il delirio a cui arriva l’attuale sistema capitalistico, basato sulla cosiddetta share-holder value, cioè sul massimizzare i guadagni borsistici a breve scadenza. Per avere le quotazioni borsistiche le più alte possibili, bisogna cioè massimizzare i profitti. Per fare ciò, o si risparmia sulla manodopera, soprattutto con le mega-fusioni o si vendono i farmaci a dei prezzi astronomici.

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Lo sciopero è un diritto fondamentale, assoluto e inviolabile

di Graziano Pestoni (tratto dal Quaderno 3)


«I sindacati non fanno gli interessi dei lavoratori». Questa è l’accusa del mondo padronale. Una simile affermazione non meriterebbe nemmeno una risposta poiché se un sindacato è criticato dai padroni, come mi spiegava tanti anni fa un vecchio sindacalista, significa che sta facendo bene il proprio lavoro. Ma da più mesi le associazioni padronali e molti politici stanno predicando su tutti i media i vantaggi del dialogo tra le parti sociali, dialogo messo in difficoltà, secondo loro, da sindacalisti troppo intransigenti.

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Perché votare a sinistra?

di Franco Cavalli

 

La campagna elettorale per le Federali del 18 ottobre batte la fiacca: forse perché i dibattiti radiotelevisivi sono abbastanza noiosi, ma probabilmente soprattutto perché molta gente ormai pensa, in parte giustamente, che le decisioni fondamentali non sono più prese dai rappresentanti del popolo, ma bensì dai circoli economici dominanti. Evitiamo però di fare d’ogni erba un fascio. Ci sono difatti tuttora aspetti importanti della nostra vita quotidiana che dipendono ancora dalle decisioni politiche.

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Sì all'Europa, no a questa Unione Europea

Editoriale del Quaderno 4

 

In questi mesi le discussioni sull’Europa, sull’Unione Europea (EU) e sull’Euro si sprecano, spesso attorcigliandosi e rendendo difficile la comprensione della problematica. Vale quindi la pena di partire dall’inizio.

Alla fine della seconda Guerra Mondiale, la grande maggioranza dell’opinione pubblica europea voleva farla finita sia con i nazionalismi che con il capitalismo, responsabili di aver provocato in poco più di 30 anni due guerre mondiali con oltre 100 milioni di morti.

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La solidarité, un tremplin vers un autre monde possible

di Sergio Ferrari*

 

« Pour moi, la vie politique et la solidarité ne sont pas de simples formalités administratives. Ce sont des expressions de tendresse, de sentiments fermes, d’amour et d’engagement militant », souligne Franco Cavalli. Il se rappelle avoir fondé AMCA** (Aide médicale pour l’Amérique centrale) en 1985, en réponse à une demande de collègues nicaraguayens.

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Atene come Santiago

di Franco Cavalli

Quasi dopo ogni consultazione popolare, molti politici si stracciano le vesti, lamentandosi per il costante aumento dell’astensionismo, guardandosi però bene dall’analizzare le cause del fenomeno. Secondo me molta gente non si prende più la briga di votare perché sa che oramai le decisioni fondamentali non sono più prese dai governi e tanto meno dai parlamenti, ma bensì dai circoli economici dominanti. Ed è in fondo questa convinzione che, oltre alle ansie per le possibili conseguenze di un Grexitparadossalmente spiega l’interesse quasi spasmodico con cui l’opinione pubblica internazionale ha seguito la maratona negoziale dell’ultimo weekend a Bruxelles.
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L’Unione Europea strangola la Grecia

La maratona di Bruxelles ha prodotto quanto si temeva: agitando lo spauracchio della Grexit, Schäuble e gli altri suoi camerati hanno imposto alla Grecia privatizzazioni per 50 miliardi, un ulteriore diminuzione di salari e pensioni (che sono già ben al di sotto del limite dei sopravvivenza) e rifiutando inoltre qualsiasi taglio del debito. Quale possibile compenso. Misure che tutti i migliori economisti del mondo, tra cui i premi Nobel Stiglitz e Krugman, hanno da tempo definito come demenziali.

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Aspettando i risultati del referendum greco

Una straordinaria lezione di democrazia contro i ricatti del mercato: questa è la Grecia di Alexis Tsipras, il primo ministro greco che non accetta il pacchetto capestro dei cosiddetti “aiuti finanziari” proposto dalle istituzioni creditrici europee. Tsipras vuole che sia il popolo greco a pronunciarsi su misure tanto drastiche da far inginocchiare ulteriormente i greci. Alexis Tsipras l’ha detto chiaramente: «Non sono uomo politico per tutte le stagioni», dimostrando una chiara coerenza nel rispetto del patto assunto con gli elettori e le elettrici del suo Paese.

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Con Tsipras contro i ricatti neoliberisti

Alla fine il teatrino delle discussioni tra il governo greco e i responsabili della Troika si è riassunto nel solito ricatto: applicare le disastrose ricette neoliberiste oppure accusare la Sinistra greca di non volere un accordo. Quando Tsipras e Varoufakis propongono di reperire fondi riducendo le spese militari o tassando maggiormente gli oligarchi che si spartiscono gran parte della ricchezza nazionale del paese, la risposta delle istituzioni europee dominate dalla destra è sempre la stessa, per loro è meglio tagliare ancora le pensioni, licenziare di più, ridurre nuovamente i salari, aumentare ulteriormente i prezzi dei medicamenti e dei generi alimentari.

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In piazza accanto al Popolo Curdo

Martedì 30 giugno 2015, a partire dalle 17:30 in Largo Elvezia a Bellinzona, il ForumAlternativo sarà accanto alle compagne e ai compagni del Centro Culturale della Mesopotamia - Comunità Curda in Ticino per esprime la propria solidarietà alla popolazione di Kobanê, la città del Kurdistan siriano che nei giorni scorsi è stata vittima di violenti attacchi da parte dei miliziani dell'ISIS.

Anche se oggi Kobanê è stata nuovamente liberata, la situazione nella regione autonoma del Rojava rimane difficile.

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Elezioni Cantonali: come volevasi dimostrare

La messa è stata cantata, le elezioni cantonali sono passate. Nonostante una campagna estremamente piatta e noiosa, dai contenuti più pubblicitari che politici, la prima sorpresa è stata l’alta partecipazione. Mentre nelle settimane precedenti a Lucerna e a Zurigo solo un terzo dell’elettorato si era scomodato, in Ticino siamo a due terzi e soprattutto in aumento rispetto a quattro anni fa. L’insistenza quasi spasmodica dei nostri media sul derby liberal-leghista spiega probabilmente in gran parte questo fatto. Che dire dei risultati?

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Ecco perché dico basta ai Bilaterali

di Enrico Borelli, Segretario Unia Regione Ticino e Moesa

La libera circolazione delle persone è un grande principio di civiltà perché, se attuato, realizza un mondo senza frontiere e dunque una società fondata sull’uguaglianza e autenticamente libera. Essa «implica l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità tra i lavoratori per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro», si legge tra l’altro nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che ne descrive il concetto.

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Oltre 8000 firme per le cure dentarie!

L'iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie» è riuscita! Martedì 12 maggio abbiamo consegnato oltre 8000 firme vidimate alla Cancelleria del Consiglio di stato.

Con questa iniziativa chiediamo che il Cantone istituisca un'assicurazione per le cure dentarie di base a beneficio delle persone residenti, oltre che promuovere in collaborazione con i Comuni un dispositivo di prevenzione in materia di salute bucco-dentaria e una rete di cliniche dentarie.

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Cure dentarie, serve molto di più

di Adriano Venuti

Da qualche giorno abbiamo iniziato a raccogliere le firme per l'iniziativa popolare denominata “Per il riborso delle cure dentarie”, frutto di un lavoro unitario tra il ForumAlternativo, il Partito Socialista e il sindacato UNIA.

Con questa inziativa chiediamo che il Cantone istituisca un'assicurazione per le cure dentarie di base a beneficio delle persone residenti, oltre che promuovere in collaborazione con i Comuni un dispositivo di prevenzione in materia di salute bucco-dentaria e una rete di cliniche dentarie.

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Autogestione: una necessità culturale da preservare

È vero, lo ammetto, non sono un grande frequentatore del Centro sociale il Molino di Lugano, ci sono stato poche volte. Ci sono stato settimana scorsa per sentire dei miei amici che hanno suonato nella Fiasca, una sala non molto grande, con bar, ideale per concerti intimi. Alcuni mesi fa, nella sala cinema, ho assistito ad una conferenza dedicata alla resistenza di Kobanê, la città curda che ha sconfitto i miliziani dello Stato Islamico. Negli anni passati sono stato ad altri concerti nella sala più grande, a un paio dei tanti mercatini che si svolgono nella corte di ingresso e in altre occasioni.

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Per il rimborso delle cure dentarie: argomentario

Il 14 marzo 2015 è stata lanciata l'iniziativa popolare "Per il rimborso delle cure dentarie".
L'iniziativa chiede di introdurre un'assicurazione obbligatoria per il rimborso delle cure dentistiche di base e per la relativa prevenzione. Inoltre chiede la realizzazione l'istituzione di policliniche dentarie sul modello di quelle già esistent a Bellinzona e Mendrisio.

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Quando il partito degli affari mi fece ammonire

Correva l’anno 2001 ed ero presidente del gruppo parlamentare socialista a Berna. Alla solita festa di inizio estate del PS al Monte Ceneri, durante il mio intervento attaccai il “partito degli affari o del malaffare”, anche perché secondo me questo stava minando il futuro del nostro cantone, e ne avevo individuato il nucleo nella triade Giudici - Bignasca (Nano) - Masoni (Marina).

Dopo il mio intervento molti filistei si stracciarono le vesti, gridando allo scandalo, non da ultimo perché, contribuendo a peggiorare l’opinione che a nord delle Alpi si aveva del Ticino, compivo una specie di tradimento della patria. Ci fu chi parlò di “colpo di sole estivo”, chi disse che mi era “bevuto il cervello”.

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Già 20'000 franchi raccolti per i curdi di Kobanê

Kobanê la città curda posta a 5 chilometri dal confine turco e che da mesi era assediata dalle truppe islamiste del cosiddetto Califfato, è stata recentemente liberata al prezzo però di quasi 1'000 combattenti curdi morti. Oltretutto la città è oramai quasi totalmente distrutta ed una gran parte della popolazione civile è fuggita e vive ora in campi profughi provvisori, in condizioni estremamente precarie. L’emergenza quindi non è per niente finita, anche perché diverse località nei dintorni di Kobané sono ancora occupate dalle truppe islamiste. Tutta la zona ha difatti una grande importanza strategica e l’esito di questa battaglia potrebbe perciò essere un momento decisivo della guerra in corso.

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Abbonatevi a nostri Quaderni

Tra alcune settimane sarà pronto il nostro Quaderno 2!
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Lo scorso mese di ottobre abbiamo inviato a molti di voi il Quaderno 1 del ForumAlternativo. Quello era un quadernetto di 16 pagine, una sorta di numero di numero di prova. La reazione è stata positiva, è piaciuta la grafica, sono piaciuti i contenuti.

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Quei salari da fame per troppa avidità

Questa lettera è destinata ai responsabili del degrado, in atto da tempo, delle condizioni di lavoro e di vita nel nostro Cantone: della disoccupazione giovanile, del precariato, dei bassi salari; del peggioramento del servizio pubblico, del tentativo di privatizzare gli ospedali pubblici oppure l’azienda elettrica cantonale; dell’aumento dei premi delle casse malati o della diminuzione dei contributi per i figli. Era quindi destinata, in un primo tempo, alle associazioni padronali, le principali responsabili di questa situazione, direttamente o indirettamente: attraverso le pressioni sulla politica; per le menzogne utilizzate su grande scala in occasione di votazioni federali o cantonali, l’ultima in ordine di tempo quella sulla cassa malati unica.

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Appello di medici per aiuti medici a Kobanê

Anche se nei nostri media non se ne parla più molto, la battaglia continua ad infuriare a Kobanê, la città curda posta a 5 chilometri dal confine turco e che da mesi è assediata dalle truppe islamiste del cosiddetto Califfato. Nelle ultime settimane i combattenti curdi hanno riconquistato buona parte della città, che però è oramai quasi totalmente distrutta. Una gran parte della popolazione civile è fuggita e vive in campi profughi molto provvisori nella zona curda della Turchia.

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Il ForumAlternativo invita a votare la lista SYRIZA

"Il 25 gennaio il popolo greco verrà chiamato a cambiare la storia col proprio voto, a disegnare uno spazio di cambiamento e di speranza per tutti i popoli d'Europa, condannando i fallimentari memoranda dell'austerity, e dimostrando che quando la gente lo vuole, quando osa, e quando vince la propria paura, le cose possono cambiare". (Alexis Tsipras, leader di Syriza)

Il prossimo 25 gennaio in Grecia si terrà l'elezione anticipata del Parlamento.

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