Politica

Lettera aperta a Ignazio Cassis

Franco Cavalli - "il caffè"

 

Caro Ignazio,

la tua elezione è stata tutto fuorché una sorpresa, anche perché l’unica candidata che avrebbe potuto batterti (Laura Sadis) era stata eliminata già in partenza e senza molti complimenti dall’establishment liberale ticinese.

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Meno diritti per tutti

di Chiara Landi ... da Quaderno 11

 

La politica migratoria e la discriminazione classista: 


 

tolgono ai migranti per togliere a tutti.

 

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Argo1: siamo all'indecenza!

Un B movie tragicomico, indecente, al quale occorre porre fine.

 

Per restituire la credibilità perduta delle istituzioni cantonali, per rispetto del personale dell’amministrazione cantonale che ogni giorno svolge il proprio lavoro con professionalità e coscienza, sarebbe ora che Paolo Beltraminelli tirasse le dovute conseguenze e si assumesse le responsabilità che gli spettano.

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Cassis 67, c'est moi

Di Riccardo Zampagna ... da "Quaderno 10"

 

Ignazio Cassis ha il volto rassicurante della brava persona, dai modi affabili e, a detta di chi lo conosce personalmente, socievole e simpatico. Non vi sono dubbi che sia così.

Un conto però è la persona, un altro l’uomo politico le cui decisioni influenzano le vite di tutti noi. La responsabilità individuale tanto cara a Cassis, produce delle conseguenze collettive che derivano dalle scelte dell’uomo politico.

 Ripercorriamo dunque la sua ascesa politica e analizziamo il ruolo che in questo momento gioca all’interno del processo decisionale del palazzo bernese.

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Sui diritti non si patteggia!

Di Enrico Borelli ... da "Quaderno10"

 

Nelle ultime settimane a margine della presentazione del tavolo di lavoro dell’economia il direttore del Dipartimento delle Finanze e dell’Economia Christian Vitta ha evocato l’ipotesi di sottoscrivere una sorta di Patto di Paese che coinvolga le forze politiche, il mondo economico e le organizzazioni sindacali.

 

Una proposta, lo diciamo in modo schietto, che non convince e che merita qualche riflessione.

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Ri – nazionalizziamo le aziende pubbliche

di Graziano Pestoni

Alla fine dello scorso anno, Syndicom, il sindacato del personale della Posta, propose al Consiglio federale di adottare una moratoria sulla chiusura degli uffici postali. La richiesta era motivata dal fatto che la Posta, per aumentare gli utili, che permettono di ricompensare con lauti bonus i suoi direttori, sta accelerando il processo di chiusure. In Ticino, secondo i criteri che la Posta stessa si è data, fra pochi anni avremmo ancora ….10 uffici postali.

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Firmate il referendum Contro l’aumento dell’età di pensionamento e la riduzione delle rendite!

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La legge federale sulla riforma della previdenza vecchiaia 2020 è inaccettabile:

 - perché obbligherebbe le donne a lavorare un anno di più o, in alternativa, a subire una riduzione a vita della loro rendita AVS. Questa misura significa spalancare le porte al pensionamento a 67 anni per tutte e per tutti.

- perché non apporterebbe nessun miglioramento alle attuali pensionate e agli attuali pensionati. A causa dell’esplosione dei premi malattia e dell’aumento dell’IVA, ciò si tradurrebbe in una diminuzione del reddito a loro disposizione.

- perché non garantirebbe neppure il mantenimento del livello delle rendite per le future pensionate e per i futuri pensionati. La sola certezza è l’aumento dei contributi. Risultato finale: le lavoratrici e i lavoratori saranno chiamati a pagarne il prezzo, mentre banche e assicurazioni si arricchiranno ancora di più.

NO all’aumento dell’età di pensionamento!

NO alla riduzione delle rendite!

 

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Rilanciare il Forum e andare verso il FronteAlternativo

Per il ForumAlternativo è giunto il momento di pensare ad un salto di qualità, di pensare in modo diverso alla creazione di un FronteAlternativo. È la realtà stessa del Cantone che lo impone. Lo scandalo al Dipartimento di Gobbi, le sue giustificazioni razziali sull’inclinazione a delinquere di tutti gli italiani sono solo la punta dell’iceberg di un governo allo sbando.

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No all'aumento dell'età di pensionamento delle donne

tratto da: Area - Quindicinale e portale di critica sociale e del lavoro

 

Enrico Borelli, segretario regionale di Unia Ticino, non ha dubbi: «Unia e l'Uss devono combattere la Pv 2020 promuovendo il referendum».

«Questa riforma non è un compromesso e dal profilo sindacale rappresenta una chiara sconfitta, perché innalza l'età di pensionamento delle donne, riduce le pensioni del 12 per cento, aumenta i contributi prelevati attraverso i salari e aumenta l'Iva, l'imposta più antisociale che esista».

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