Perché votare a sinistra?

di Franco Cavalli

 

La campagna elettorale per le Federali del 18 ottobre batte la fiacca: forse perché i dibattiti radiotelevisivi sono abbastanza noiosi, ma probabilmente soprattutto perché molta gente ormai pensa, in parte giustamente, che le decisioni fondamentali non sono più prese dai rappresentanti del popolo, ma bensì dai circoli economici dominanti. Evitiamo però di fare d’ogni erba un fascio. Ci sono difatti tuttora aspetti importanti della nostra vita quotidiana che dipendono ancora dalle decisioni politiche.

In questo mio contributo, con il quale vorrei invitare gli elettori a votare per uno dei diversi partiti della Sinistra (tutti congiunti tra di loro), mi concentrerò solo su uno dei temi sul quale la politica ha ancora parecchio da dire: il settore sanitario.

È di pochi giorni fa l’ennesima presa per i fondelli con l’annuncio di un nuovo spropositato aumento dei premi di cassa malati, dopo che ancora pochi mesi fa, quando si trattava di combattere l’iniziativa socialista sulla cassa malati unica, si era spergiurato che oramai la situazione era sotto controllo. Anzi: si era detto che i premi in Ticino sarebbero scesi grazie ai 100 milioni di franchi che il cantone è ora obbligato a versare alle cliniche private, i cui costi prima dovevano invece essere sopportati interamente dalle casse malati. Con questo argomento si era anche convinta la dirigenza del Ps nazionale a non lanciare il referendum contro questa revisione della Lamal, voluta con insistenza da liberali, Ppd e Udc (più Lega). Nell’attuale dibattito sui deficit del cantone, tutti o quasi si dimenticano di dire che sono proprio questi 100 milioni a spiegare gran parte del deficit delle finanze cantonali. E a soffrirne, quando arriveranno le misure d’austerità, saranno poi buona parte dei ticinesi meno abbienti, secondo il vecchio adagio: oltre al danno anche le beffe. I lobbisti delle casse malati, che dominano nei partiti borghesi e nell’Udc, mi diranno: ma i premi aumentano per la crescita dei costi della salute. Ma è evidente che l’impatto di ogni costo dipende da come questo viene suddiviso. E da noi i premi di base della cassa malati continuano ad essere gli stessi, per tutti, dall’operaio al miliardario Blocher. I più abbienti da noi pagano quindi infinitamente meno per la copertura delle spese sanitarie che non negli altri paesi europei, dove queste vengono coperte con le imposte o con meccanismi proporzionali al reddito. Di conseguenza da noi è la stragrande maggioranza dei non abbienti a soffrirne maggiormente. E questo i nostri cassamalatari fanno di tutto per farcelo dimenticare.

Ma c’è ancora di peggio. Ultimamente si sono moltiplicati nei media d’Oltralpe gli articoli che denunciano come la medicina a due velocità (una per i ricchi, l’altra per i poveri) stia oramai diventando una realtà. Questo è particolarmente vero per molti nuovi farmaci, che stanno diventando estremamente costosi: talora sino a 150’000 franchi all’anno per un paziente. Sempre più frequentemente le casse malati trovano il modo di non coprire i costi di questi farmaci, che alla fine vengono comperati solo da chi se li può permettere. Io avevo segnalato questa tendenza già durante la campagna elettorale per gli Stati quattro anni fa: Abate e Lombardi mi avevano detto che avevo le traveggole. È evidente che il costo di questi farmaci è sproporzionato: per capire questa deriva bisogna sapere che oramai in tutti i parlamenti la lobby farmaceutica spopola: anche in quello svizzero, dove ha superato per importanza quella bancaria, ciò che è tutto dire.

Votate quindi a sinistra per opporvi a queste derive e a tante altre di cui non ho qui lo spazio per parlarvi.