Ad Afrin regna il terrore

di RedQ

 

Secondo l'ultimo rapporto pubblicato da Amnesty International, nella città curda di Afrin, occupata dalle truppe turche e da bande armate jihadiste, regna ormai il terrore, come tra l’altro Erdogan aveva varie volte minacciato di fare.

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La rivoluzione curda tratta con Damasco

di Michele Giorgio

 

La Siria non è del tutto scomparsa dalle cronache ma è sempre più raro oggi ascoltare o leggere approfondimenti sulla situazione siriana. I media internazionali, come spesso accade, pongono la loro attenzione solo su massacri e bagni di sangue.

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Fermare Erdogan per salvare l’umanità

di Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobanê

 

Dopo due mesi di bombardamenti, la città siriana di Afrin è stata occupata dall’esercito turco di Erdogan e i suoi alleati islamisti. Le pur valorose milizie delle Unità di protezione popolari (Ypg) e le miliziane delle unità di difesa delle Donne (Ypj) del Rojava hanno dovuto fronteggiare uno scontro impari sprovvisti della necessaria copertura aerea, della tecnologia e delle armi sofisticate (come quelle fornite dalla «neutrale» Svizzera) di cui è ampiamente dotato l’esercito turco.

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Aggiornamenti dalla Siria del nord. Ad Afrin violenze e saccheggi di esercito turco e jihadisti

di INFOaut

 

Pubblichiamo la trascrizione di una corrispondenza inviataci oggi da Jacopo, compagno torinese che da molte settimane ormai sta raccontando sul campo la resistenza e la situazione di Afrin e che al momento, dopo l'invasione del cantone da parte delle forze turche e jihadiste, si trova nel cantone di Cizire, sempre nella Federazione della Siria del Nord.

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In difesa di un popolo. Erdogan va fermato!

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Afrin: la tragedia di un popolo. L'indifferenza del mondo

Truppe turche e jihadisti entrano ad Afrin. YPG ammette: costretti a ripiegare per mettere in salvo i civili

di Red

 

 

Alla fine la battaglia per la città di Afrin non c'è stata, circondati dai jet e dall'artiglieria di Ankara, i combattenti curdi hanno deciso di evacuare i civili ed evitare un sicuro massacro.

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Combattente curda uccisa e mutilata dai soldati turchi e alleati

LIVE dalla Stazione di Lugano: Fermiamo Erdogan!

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Le Bande Nere dell'Isis sono tornate. Pulizia etnica ad Afrin: "se i curdi non si convertono verranno decapitati"

di Red

 

Hanno nascosto la bandiera Nera ma sono sempre loro, e questa volta hanno l'esercito Turco (il secondo più potente della Nato) al loro fianco.

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Le bombe di Erdogan sulla città di Afrin: il massacro è iniziato!


Alcune delle poche immagini sfuggite all'assedio turco

Il dramma di Afrin, Turchia criminale

Afrin Calling. La guerra in Rojava

Rojava Siria: Afrin è circondata, sarà un massacro!

di Red

 

La Turchia continua a bombardare con aerei e artiglieria la popolazione civile: un vero e proprio bagno di sangue. Nelle ultime ore la situazione ad Afrin si è fatta critica, l’esercito turco invasore e le bande jihadiste sue alleate si sono avvicinate a soli 2,5 km di distanza e minacciano direttamente la città.

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L’orrore delle guerre. Anche di quelle dimenticate

di Jacques Pilet

 

L’emozione è legittima: come si può restare indifferenti di fronte ai bombardamenti della periferia di Damasco? Ma a seguire solo i titoli sensazionalistici dei giornali [si pensi al recente paragone tra Ghouta e Srebrenica, ndt] si rischia di perdere di vista il contesto in cui ha luogo questo episodio spaventoso. E selezionando le battaglie di cui parliamo e quelle che ignoriamo, ci sottomettiamo alla manipolazione mediatica. La lista dei massacri di civili, di ieri e di oggi, è lunga. Sia che siano commessi da degli Stati che giudichiamo amici o meno, o da dei movimenti terroristi.

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Resistenza ad Afrin: equilibri distrutti e possibili sviluppi

di Seyit Evran, Giornalista

 

Recentemente è stato progettato il piano che da 33 giorni porta alla storica resistenza a Afrin. Secondo il piano della Russia e della Turchia, Afrin doveva cadere nel giro di una settimana. Ma Afrin non è caduta. La resistenza a Afrin ha avviato un nuovo processo nel quale i piani per i quali ´Afrin verrà occupata´ sono stati annientati.

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USA: i servizi segreti turchi fanno quello che vogliono

L’alleanza tra Israele e Arabia Saudita sconvolge il Medio Oriente

di Michele Giorgio

 

Il terremoto scatenato dal 32enne principe ereditario saudita Mohammed bin Salman all'interno del suo Paese e nella regione mediorientale, imponendo le dimissioni al premier libanese Saad Hariri allo scopo di sfidare apertamente l'Iran e i suoi alleati, fa vacillare pericolosamente gli equilibri che si sono consolidati nella regione in questi ultimi due anni, dopo l'ingresso prepotente della Russia a sostegno del presidente siriano e la firma nel luglio 2015 dell'accordo internazionale che ha riconosciuto la legittimità del programma nucleare civile dell'Iran, tra lo sgomento di Riyadh e Tel Aviv.

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Italia: Manifestazione Nazionale FERMARE LE BOMBE TURCHE SU AFRIN-ROJAVA – PACE E GIUSTIZIA PER IL KURDISTAN

Il popolo curdo sta attraversando una situazione drammatica, perseguitato in Turchia dal regime di Erdogan, che distrugge i villaggi nel Kurdistan irakeno, che muove la guerra e bombarda il Cantone di Afrin complici Russia, Usa, UE, che resiste in Iran insieme a tutti i popoli.

Pulman da MILANO:

Partenza il 16 febb ore 24.00 da Milano Centrale tel:(0039)3296040657

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Una comandante scrive da Afrin al New York Times

Nujin Derik è la comandante delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ): abbiamo combattuto per la democrazia, adesso la Turchia vuole distruggerla.

Da più di una settimana la mia casa nella Siria nord-occidentale è sotto l’assalto su vasta scala dell’esercito turco e di migliaia di jihadisti islamici allineati alla Turchia.

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Stop alla guerra Turca contro il Rojava

SABATO 3 FEBBRAIO ORE 15.00

Viale Stazione POSTA DI BELLINZONA

Manifestazione in sostegno delle popolazioni del Rojava.

Firma la petizione online da inviare al Consiglio Federale.

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YPG: «Afrin sarà il Vietnam del regime turco»

Tratto da "Pressenza International Press Agency"

 

Dopo giorni di bombardamenti e notizie quasi del tutto assenti, oggi sono tornate a farsi sentire le brigate del YPG che, in un comunicato ufficiale, hanno dichiarato come Afrin «sarà il Vietnam della Turchia e di Erdogan».

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WANTED CRIMINAL

Quel che temevamo è successo.

La Turchia di Erdogan ha lanciato un’offensiva militare di terra sostenuta dall’aviazione contro Afrin, uno dei tre cantoni che con Kobane e Jazira formano il Rojava nel nord della Siria.

ForumAlternativo esprime la sua solidarietà e vicinanza ai popoli sotto attacco e chiede un intervento di condanna delle autorità elvetiche nei confronti della criminale offensiva militare di Erdoğan.

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Fermiamo Erdogan!

Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane.

 

Erdogan, il sultano della morte, sta per dare avvio ai suoi sogni d’espansione distruggendo i cantoni curdi nel nord della Siria.

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LA TURCHIA BOMBARDA IL ROJAVA!

Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane: Il sultano Erdogan pugnala alle spalle chi sta combattendo contro i suoi amici dell' ISIS.

Raqqa, la cosiddetta capitale dello Stato islamico in Siria, sta per essere liberata dalle Forze democratiche siriane, di cui le milizie Ypg sono la componente principale e più importante. Alle 2.00 di martedì 25 aprile 2017, 26 aerei da guerra turchi hanno lanciato un attacco su larga scala sul quartier generale delle YPG.

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Il sultano è sempre più nudo!

Nella Turchia dello stato d'emergenza della feroce repressione, degli arresti di massa, delle epurazioni, della sporca guerra nelle aree a maggioranza curda, la democrazia secondo i criteri occidentali era già morta da un pezzo.

Nonostante tutto ciò, l’egocentrico assolutista Erdogan ha ottenuto solo una pseudo vittoria risicata che puzza di brogli da Istanbul a Diyarbakir.

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Ticino e Kobane, la scuola che unisce

 

Di F.B

 

Kurdistan - Siria

Il sogno di costruire una scuola a Kobane ha fatto un enorme passo avanti verso la sua realizzazione. Nel mese di gennaio la ministra dell’educazione del Cantone di Kobane e dei rappresentanti dell’autorità comunale hanno siglato un contratto con il comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane per l’edificazione della scuola.

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Nessuna complicità con il genocidio fascista di Erdogan

di "Comitato Ticinese per la Ricostruzione di Kobane"

 

Come neonata associazione “Comitato Ticinese per la Ricostruzione di Kobane”, data la situazione attuale in Kurdistan, sentiamo l'urgenza di denunciare la recrudescenza della repressione da parte del governo turco contro la popolazione curda.

Dalle scorse elezioni di giugno, in questa Turchia cosiddetta democratica, giorno dopo giorno la situazione è andata degradandosi, sfociando in un vero e proprio terrorismo di stato.
Con l'obiettivo di arrivare ad avere la maggioranza assoluta alle elezioni di novembre, le forze politiche e sociali, che in un modo o nell’altro sostengono il governo di Erdogan, hanno favorito una strategia della tensione molto efficace.

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Assemblea costitutiva dell’associazione ticinese per la Ricostruzione di Kobane

La liberazione di Kobane fu una vittoria dell’umanità contro l’avanzata delle bande nere del cosidetto Stato islamico. La sua popolazione e la città pagarono un caro prezzo la difesa del progetto sociale democratico della Confederazione dei cantoni del Rojava. Una proposta che si basa su quattro concetti: democrazia partecipativa dal basso, convivenza tra i popoli, libertà delle donne e stesse possibilità di vita per tutte le religioni.

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In piazza accanto al Popolo Curdo

Martedì 30 giugno 2015, a partire dalle 17:30 in Largo Elvezia a Bellinzona, il ForumAlternativo sarà accanto alle compagne e ai compagni del Centro Culturale della Mesopotamia - Comunità Curda in Ticino per esprime la propria solidarietà alla popolazione di Kobanê, la città del Kurdistan siriano che nei giorni scorsi è stata vittima di violenti attacchi da parte dei miliziani dell'ISIS. Anche se oggi Kobanê è stata nuovamente liberata, la situazione nella regione autonoma del Rojava rimane difficile.

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Già 20'000 franchi raccolti per i curdi di Kobanê

Kobanê la città curda posta a 5 chilometri dal confine turco e che da mesi era assediata dalle truppe islamiste del cosiddetto Califfato, è stata recentemente liberata al prezzo però di quasi 1'000 combattenti curdi morti. Oltretutto la città è oramai quasi totalmente distrutta ed una gran parte della popolazione civile è fuggita e vive ora in campi profughi provvisori, in condizioni estremamente precarie. L’emergenza quindi non è per niente finita, anche perché diverse località nei dintorni di Kobané sono ancora occupate dalle truppe islamiste. Tutta la zona ha difatti una grande importanza strategica e l’esito di questa battaglia potrebbe perciò essere un momento decisivo della guerra in corso.

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Appello di medici per aiuti medici a Kobanê

Anche se nei nostri media non se ne parla più molto, la battaglia continua ad infuriare a Kobanê, la città curda posta a 5 chilometri dal confine turco e che da mesi è assediata dalle truppe islamiste del cosiddetto Califfato. Nelle ultime settimane i combattenti curdi hanno riconquistato buona parte della città, che però è oramai quasi totalmente distrutta. Una gran parte della popolazione civile è fuggita e vive in campi profughi molto provvisori nella zona curda della Turchia.

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La resistenza del popolo curdo contro l'Is e quale soluzione: L'autonomia democratica in Rojava'. 21 ottobre 2014, salone COSMO, Massagno

Martedì 21 ottobre, al salone COSMO che si trova sotto il cinema LUX di Massagno, incontreremo Ozlem Tanrikulu, Presidente dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia e Membro di Congresso Nazionale del Kurdistan.

Con lei parleremo della situazione tragica della guerra all'IS, ma anche dell'esperienza di autogoverno messa in ato a Rojava'

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