Internazionale

Le responsabilità dei governi occidentali

Intervista a Mouin Rabbani*

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

La posizione dell’Occidente è stata e resta decisiva per il consenso alla guerra di Israele contro Gaza e il movimento islamico Hamas.

 

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Storia della Crimea

di RedQ

 

Aldo Ferrari insegna storia dell’Eurasia all’Università Ca’ Foscari di Venezia e dirige ricerche su Russia, Caucaso e Asia centrale in diverse istituzioni italiane ed europee. 

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Svizzera complice del genocidio a Gaza

di ForumAlternativo

 

Il responsabile del dipartimento affari esteri Ignazio Cassis, già vicepresidente dell’Intergruppo parlamentare Svizzera – Israele, ha confermato il blocco temporaneo da parte svizzera ai finanziamenti all’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per l’aiuto al popolo palestinese.

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Gli “Stati Disuniti” verso le elezioni

di Luca Celada, corrispondente da Los Angeles

 

Manca meno di un anno alle elezioni presidenziali del prossimo anno, previste per il 5 novembre. In un anno che potrebbe essere, ancora una volta, critico per la tenuta stessa della democrazia americana, la superpotenza occidentale si appresta ad affrontare una riedizione del confronto fra l’ottantaduenne Joe Biden e Donald Trump, settantottenne e pluri incriminato.

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La guerra continua perché Netanyahu ne ha bisogno

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

Si deve essere ciechi per non vedere che l’offensiva militare israeliana che ha devastato Gaza, ucciso oltre 25mila palestinesi in maggioranza donne e minori e ha sfollato gran parte della popolazione non sta raggiungendo gli obiettivi dichiarati da Israele dopo l’assalto lanciato il 7 ottobre da Hamas nel sud di Israele: la distruzione totale del movimento islamico, la sua rimozione dal potere a Gaza e la liberazione, attraverso la pressione militare, dei 130 ostaggi israeliani che restano Gaza.

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Il silenzio del PSS sulla denuncia del Sudafrica

di RedQ

 

Intervista a Carlo Sommaruga, Consigliere agli Stati

 

 

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Il Sudafrica, Gaza e il Sud del mondo

L'editoriale - Q48

 

Il fatto che è stato proprio il Sudafrica a presentare la denuncia al tribunale internazionale di giustizia dell’Aia a proposito del genocidio che Israele sta compiendo a Gaza, è di grande importanza.

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Ma cosa sta capitando in Cina?

di RedQ

 

Il Dibattito - Per cercare di fare un po’ di chiarezza su quanto sta attualmente capitando in Cina, abbiamo posto alcune domande a due conoscitori della realtà dell’ex Impero Celeste. Alfonso Tuor, che anche per ragioni personali da anni segue molto da vicino i fatti cinesi e Simone Pieranni, quasi sicuramente il miglior analista italiano di quella realtà.

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Il perché di questa guerra e cosa ci aspetta

di RedQ

 

Palestina - Per cercare di capire meglio quanto sta capitando, abbiamo pensato di porre alcune domande a due grandi esperto del Medio Oriente. 

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Verità irriverenti

Riflessioni di un magistrato sotto scorta

di Franco Cavalli

 

“Cos’è un ribelle? Un uomo che dice no”. Il libro si apre con questa citazione di Albert Camus, frase che secondo me dice molto della personalità di Dick Marty che si è sempre ribellato, anche se in modo civile e spesso raffinato, a molte convenzioni, a tante regole, non da ultimo a molte di quelle imposte dal suo partito, il PLRT.

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L’Indonesia e la nascita del mondo moderno

Revolusi - David Van Reybrouck Edizioni: Feltrinelli, 616 pp.

di Franco Cavalli

 

L’Indonesia è un paese di cui si parla sorprendentemente poco. Eppure, con i suoi circa 5000 chilometri è l’arcipelago più grande al mondo.

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Da Netanyahu alla Meloni

L'editoriale - Q47

 

L’inserto centrale di questo numero dei Quaderni, e non poteva essere diversamente, è dedicato alle spaventose notizie che ci arrivano non solo da Gaza, dove continuano i bombardamenti a tappeto anche su ospedali e campi profughi, ma anche dai Territori Occupati, dove i coloni israeliani si danno a dei veri e propri pogrom.

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Hevalno per sempre: i cento anni del “Traité de Lausanne”

Beppe Savary-Borioli, comitato svizzero per la liberazione di Öcalan

 

Una grande manifestazione lo scorso 22 luglio a Losanna, sotto un sole splendente, ha riunito i Kurdi provenienti da ogni parte del mondo nel loro rifiuto del trattato che cento anni fa’ fu firmato proprio nella capitale vodese. 

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Flash mob in solidarietà con il popolo palestinese

MEDICI DEL FORUMALTERNATIVO RILANCIANO L’AIUTO A GAZA

Il gruppo medici del ForumAlternativo (FA), che già aveva aiutato in modo importante la popolazione di Kobane contro l’ISIS e quella di Gaza in precedenza, ha trasferito oggi un primo versamento di quasi 10.000 Eur alla ONG PCRF (Palestina Children Relief Fund), una ONG italo-americana che da anni è presente a Gaza e con cui i medici del FA avevano già intensamente collaborato nel passato.

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Gaza, un genocidio senza fine

di Franco Cavalli

 

Quanto sta capitando ai confini tra Gaza e Israele è indubbiamente sconvolgente. Trovo però rivoltante che i governi occidentali, compresi il nostro e i media mainstream, mentre denunciano in termini durissimi i massacri di cui si è macchiata Hamas, banalizzano o addirittura sottacciono i crimini di guerra e il terrorismo di stato di cui, e non da oggi, è responsabile il governo israeliano. 

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Appello per la Palestina

del Coordinamento unitario a sostegno della Palestina

 

Quanto accade in questi giorni sulla Striscia di Gaza è una violazione dei diritti umani più basilari e non si può più tacere di fronte a una violenza così brutale contro civili inermi che sono stati privati di tutto e che stanno letteralmente morendo di stenti sotto un fitto bombardamento che non risparmia niente e nessuno.

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Libertà per Ocalan

Territori Occupati: sempre più morti, sempre più Apartheid

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

Gli analisti spiegano i colloqui di metà agosto a Gaza tra rappresentanti del Jihad Islami e il partito Fatah dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) come una “rara occasione di contatto” tra fazioni ostili tra di loro, in un contesto di crescenti tensioni e di violenza nei Territori occupati.

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Rivolte francesi: polizia fuori controllo

di Anna-Maria Merlo-Poli, corrispondente da Parigi

 

L’ultima crisi è esplosa poco prima della pausa estiva. In seguito all’incarcerazione preventiva di due agenti di polizia accusati di gravi violenze – il primo è il poliziotto che ha ucciso il giovane Nahel a Nanterre, morte all’origine della fiammata nelle banlieues e il secondo un agente della Bac di Marsiglia implicato nel pestaggio di un ragazzo durante la repressione della rivolta.

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Impressioni cubane di un turista solidale

Las nubes del pasado y del presente también

di Beppe Savary-Borioli

 

Dal 27 aprile al 15 maggio, sono stato a Cuba insieme a 15 altri ticinesi ed italiani, nell’ambito di un viaggio organizzato dalla Sezione Ticino dell’Associazione Svizzera-Cuba (ASC). 

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Mass Shooting - La macabra piaga americana

di Luca Celada, corrispondente da Los Angeles

 

La mattina del 6 settembre 1949, un giovane schivo di nome Howard Unruh ha fatto colazione presto ed è uscito dalla casa in cui viveva con la madre a Camden, New Jersey, con una semiautomatica Luger P08 e le tasche piene di proiettili. 

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Terapie geniche a prezzi stratosferici?

di Andrea Capocci, giornalista scientifico

 

Si è chiuso l’8 marzo a Londra il terzo «Summit mondiale sulle modifiche genetiche umane» a cui hanno partecipato scienziati, giuristi, filosofi e associazioni di pazienti. A differenza delle due edizioni passate, le conclusioni del summit non hanno riguardato tanto la bioetica delle modifiche al genoma umano, quanto il loro impatto sociale.

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Anche dopo 75 anni la Nabka resta il fulcro dell’identità palestinese

di Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente

 

È la fine di aprile del 1948 in Palestina. Dopo oltre 25 anni, i britannici rinunciano al “mandato” sul territorio e pensano solo alla data ufficiale del loro ritiro: il 15 maggio. Sono giorni difficili, di combattimenti, morti, distruzioni, pulizie etniche.

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Washington butta ancora una volta Cuba nelle braccia di Mosca

di Roberto Livi, corrispondente dall’Avana

 

Dopo due giorni di riunioni all’Avana tra politici e imprenditori russi (una cinquantina) e cubani, venerdì 19 maggio il vicepremier moscovita Dimitri Chernyshenko ha assicurato che verrà creata una infrastruttura bancaria che faciliti lo scambio commerciale e la presenza di imprenditori russi a Cuba.

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Munizioni all’uranio impoverito: un regalo molto avvelenato

di Beppe Savary-Borioli*

 

Il governo britannico ha annunciato di voler fornire all’esercito ucraino assieme ai carri armati Challenger 2 delle munizioni all’uranio impoverito 238U o DU.

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Destra USA: la crociata anti “woke” dilania il Paese

di Luca Celada, corrispondente da Los Angeles

 

Lo scorso novembre, mentre i candidati repubblicani ottenevano modesti risultati nei midterm, in Florida Ron DeSantis veniva rieletto governatore con uno storico scarto di ben venti punti – record degli ultimi 40 anni.

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La politica estera USA guidata dal complesso militare-industriale

di Fabrizio Tonello, politologo Università di Padova

 

Forse sarebbe giunto il momento di dire che gli Stati Uniti hanno una politica estera quanto uno schizofrenico ha una personalità: ci sono delle costanti nel suo comportamento ma le reazioni immediate sono contraddittorie e imprevedibili.

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Come e perché cambia il panorama politico in Medio Oriente

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

Il mese scorso Benyamin Netanyahu ha subito un’altra significativa battuta d’arresto oltre a quella interna quando di fronte alle proteste di massa in Israele, andate avanti per settimane (e non ancora cessate), ha dovuto annunciare la sospensione temporanea della profonda riforma della giustizia che ha in mente.

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La presa di Notre-Dame da parte dei Vietcong

di Bernard Bachelard, Noé Graff, Olivier Parriaux

 

La storia Il 19 gennaio 1969 la bandiera dei Vietcong sventolava sulla guglia di NotreDame a Parigi. Fu un evento che pose l’apertura dei negoziati in città con gli Usa sotto l’egida del Fronte nazionale per la liberazione del Vietnam. 

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Solidarietà con le vittime del terremoto

Ci toglieranno anche TikTok?

di Franco Cavalli

 

Il primo anniversario della criminale aggressione putiniana all’Ucraina ci ha regalato un’orgia di retorica, ma ben poche riflessioni oggettive e soprattutto quasi nessuna proposta o idea nuova su come si possa uscire dal drammatico stallo in cui si trova attualmente la situazione. 

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Lotta di classe all’inglese, lezione per i nostri sindacati!?

Leggere per credere - Q42

 

Da oltre due mesi la Gran Bretagna, e soprattutto l’Inghilterra, sono sconvolte da un’ondata di scioperi come non si vedeva da una trentina d’anni. 

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Golpe USA e internazionale (post-)fascista

di Luca Celada, corrispondente da Los Angeles

 

A fine gennaio quattro membri degli Oath Keepers, una milizia di estrema destra, sono stati condannati a Washington per associazione sediziosa in connessione all’assalto al Parlamento degli Stati uniti il 6 gennaio 2021.

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Cina e Covid: alla ricerca della verità

di Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino

 

Perché la Cina ha repentinamente cambiato la propria strategia di lotta al Coronavirus, ribaltandola completamente? È questa la domanda sulla bocca di tutti i cosiddetti “osservatori di cose cinesi” dalla fine di novembre 2022.

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La missione suicida del capitalismo e la scelta dell’Europa sulla guerra

 

L'ESTRATTO DAL NUOVO LIBRO DI CHOMSKY.

C’è la possibilità di un negoziato? Non possiamo saperlo finché non ci proviamo. Intanto la realtà europea ne esce a pezzi e l’Ucraina viene devastata con il perdurare degli attacchi russi

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Le Condizioni Economiche per la Pace

di Red

 

Pubblichiamo l’appello promosso dagli economisti Emiliano Brancaccio e Robert Skidelsky e apparso sul Financial Times del 17 febbraio.

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La camicia di forza culturale dell’egemonia a tutti i costi

di Fabrizio Tonello

 

Dov’è la vittoria Le classi dirigenti degli Stati uniti sono ossessionate dal mantenere il ruolo egemone del loro paese sul pianeta. L’attuale presidente americano sembra non capire la forza del nazionalismo altrui. 

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«Generale dietro la collina…»

di Tommaso Di Francesco

 

CRISI UCRAINA. Nell’arco di poco più di tre mesi e per tre volte, il capo di stato maggiore dell’esercito statunitense, generale Mark Milley ha ribadito che, a un anno dall’invasione russa, non c’è soluzione militare al conflitto in Ucraina.

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Neutralità, l’affare del mito

di Francesco Bonsaver

 

Hans-Ulrich Jost ha insegnato storia contemporanea all’Università di Losanna (1981-2005). Dal 2005 al 2014 ha presieduto la commissione “Documenti diplomatici della Svizzera” ed è autore di numerose pubblicazioni. 

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Cronache dal Qatar

PIAZZA APERTA - Daniele Bianchi

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Contrariamente al capitalismo, noi vogliamo la pace!

L'editoriale - Q42

 

Ad un anno dall’inizio della criminale invasione russa, il fronte è in stallo. Nessuno si azzarda a fare pronostici per il futuro ed i contendenti sembrano non avere nessuna voglia di pensare a come si possa uscire da questa situazione, che diventa sempre più pericolosa.

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Le vie della solidarietà col Rojava martoriato

Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane

 

La terra ha smesso di tremare, la gente piange i suoi morti e Erdogan li bombarda. Martedì sera, la Turchia ha attaccato l'area colpita dal terremoto intorno a Tal Rifaat, ha dichiarato Kamal Sido, esperto di Medio Oriente presso la Society for Threatened Peoples

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Xi sempre più timoniere nella burrasca

di Gabriele Battaglia, corrispondente da Pechino

 

Il ventesimo congresso del Partito comunista cinese è stato unanimemente descritto dagli osservatori internazionali come conferma della tendenza all’accentramento del potere attorno alla figura di Xi Jinping, più che mai segretario del Partito e presidente della Commissione Militare Centrale.

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Netanyahu ormai dipendente dai partiti fascisti

Israele alla deriva

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

Il nuovo governo israeliano, nel momento in cui scriviamo, non è ancora formalmente nato. 

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L’esercito turco impiega armi chimiche contro il PKK e la popolazione kurda?

di Beppe Savary-Borioli, di ritorno dal Kurdistan

 

In un recente articolo sulla questione curda (si veda Q35) avevamo già descritto i pesanti sospetti che gravano sull’esercito turco nell’impiego di armi chimiche contro la guerriglia del PKK e la popolazione civile curda. Quei sospetti sono giustificati?

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Trump sconfitto in un paese diviso come non mai

di Fabrizio Tonello, politologo, Università di Padova

 

Il grande perdente delle elezioni di metà mandato di martedì 8 novembre è stato Donald Trump, i cui candidati sono stati respinti dagli elettori praticamente ovunque. 

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Chi ha tradito Gorbaciov?

di Franco Cavalli

 

In occasione del decesso dell’ultimo presidente dell’Unione Sovietica, praticamente tutti i media hanno sottolineato come in Occidente Gorbaciov venga quasi idolatrato, mentre nei paesi dell’ex-impero sovietico l’opinione prevalente tra la gente è da poco a molto negativa.

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«Temo quest’era storica turbolenta»

di Federico Franchini

 

Dopo un 2020 e un 2021 segnati dalla pandemia anche il 2022 è stato molto difficile. Un anno segnato dalla guerra in Ucraina e dalle sue conseguenze, umane e geopolitiche. 

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Appunti a proposito di "Io sono Giorgia"

di Francine Rosenbaum

 

L’autobiografia di Giorgia Meloni, pubblicata qualche giorno prima della sua elezione a Presidente del Consiglio italiano è un innegabile successo editoriale. Le recensioni ditirambiche sono numerosissime e quelle critiche molto imbarazzate. 

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Zero-Covid in Cina e la propaganda occidentale

di Franco Cavalli

 

Dopo quasi tre anni di pandemia, marcati da infinite restrizioni e soprattutto costellati di lunghi periodi di severissimi lockdown, in Cina recentemente gli operai di alcune grosse fabbriche e la gioventù di parecchie metropoli hanno inscenato grosse manifestazioni di protesta contro la cosiddetta politica dello “zero-Covid”.

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La Cina è già qui

di Franco Cavalli

 

A fine di luglio il giornalista de laRegione Lorenzo Erroi ha discusso al Tendone La Foce a Lugano con Gabriele Battaglia (corrispondente RSI dalla Cina) e Giada Messetti i loro ultimi due libri sulla Cina.

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No all’aggressione turca al Rojava

Comitato Ticinese per la Ricostruzione di Kobanê

 

Nell’oscurità della notte di sabato 19 novembre, aerei dell’aviazione turca del regime di Erdogan hanno bombardato la città di Kobane, simbolo della resistenza alle bande nere dell’Isis, finanziate e appoggiate dallo stesso Erdogan. 

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In America latina la rivoluzione non è per oggi, forse per domani

di Roberto Livi, corrispondente dall’Avana

 

La tesi che la crisi imperiale degli Usa comportasse la possibilità di una rapida decadenza dell’egemonia neoliberista è franata in America latina – come pure in Europa, come ha dimostrato l’esito delle elezioni politiche in Italia.

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I presidenti democratici sono più imperialisti?

di Fabrizio Tonello, politologo, Università di Padova

 

Negli ultimi 60 anni i democratici americani hanno avuto parecchi meriti nella difesa delle donne e delle minoranze etniche; il problema è che nell’ultimo secolo hanno iniziato le quattro grandi guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti. 

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Frenata dell’economia cinese tutta colpa del Covid?

di Gabriele Battaglia, da Pechino

 

La World Bank ha previsto che a fine anno la crescita cinese sarà inferiore a quella degli altri paesi asiatici presi complessivamente (Cina esclusa): 2,8 per cento contro 5,3. 

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Elezioni in Italia. Da dove ripartire?

di Luciana Castellina

 

È successo quello che ci aspettavamo già da tempo: ha vinto, nell’Italia dove l’antifascismo è iscritto nella Costituzione, Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, che non si dichiara fascista perché è illegale, ma non perde occasione per dar prova di esserlo.

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Dell’uso politico del termine genocidio

A proposito di Holodomor

di Franco Cavalli

 

Capita sempre più spesso che si usi in modo poco appropriato, per non dire demagogico, il termine genocidio, ciò che comporta un evidente rischio di banalizzazione della parola.

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Le stagioni della Lega

di Mattia Lento

 

La storia del partito che ha segnato gli ultimi trent’anni della politica italiana in un nuovo libro di Paolo Barcella.

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Il popolo cubano non condivide ciò che gli avanza, ma ciò che ha!

PIAZZA APERTA - Associazione Svizzera Cuba

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Silicon Valley: striscia a destra. Una deriva inquietante

di Luca Celada, corrispondente da Los Angeles

 

Il nome Silicon Valley, sede dell’industria con l’impareggiabile potere di plasmare la nostra quotidianità in maniera intima ed epocale, trasuda progresso tecnologico e un impegno per un mondo migliore proclamato in innumerevoli campagne pubblicitarie.

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Biden annaspa anche in Medio Oriente

di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme

 

L’offensiva aerea israeliana di inizio agosto contro Gaza ha confermato quanto sia ancora un cantiere aperto la strategia israelo-statunitense per la riorganizzazione dell’ordine mediorientale sulla base degli Accordi di Abramo del 2020, per la normalizzazione dei rapporti tra Israele e un certo numero di paesi arabi.

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Mosca e Kiev alzano i toni, ma a dominare è la confusione

di Yurii Colombo, corrispondente da Mosca

 

La guerra in Ucraina ha vissuto nel mese di luglio una fase di stallo. L’esercito russo ha faticosamente completato la conquista della provincia di Lugansk alla fine di giugno ma...

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Franco Cavalli, il ricordo dell'incontro con Gorbaciov

Da Fukujama al SultaNATO

L'editoriale - Quaderno 39

 

Dopo l’implosione dell’Unione Sovietica, il politologo americano ed influente consigliere a Washington Fukujama dichiarò urbi et orbi che il capitalismo aveva definitivamente vinto, che il mondo sarebbe stato ormai unipolare (diretto naturalmente da Washington), minacciando il peggio a quei riottosi che magari non avrebbero voluto capire che aria tirava.

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Tre settimane con i promotori di salute nel Chiapas

di Bernard Borel, pediatra, Aigle

 

Per tre settimane ho avuto il privilegio di partecipare, grazie a un progetto della Centrale Sanitaria della Svizzera Romanda (CSSR), alla vita e al lavoro della ONG Madre Tierra Mexico (MTM), che è regolarmente sostenuta dalla Federazione ginevrina di cooperazione.

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Militarizzazione, NATO e Svizzera

di Tobia Schnebli*

 

Uscire da un futuro di guerre

La guerra scatenata dal regime russo il 24 febbraio scorso contro l’Ucraina ha effetti traumatici per le popolazioni colpite in modo diretto dalle operazioni belliche, ma avrà conseguenze molto gravi anche per molte altre popolazioni, soprattutto nel Sud globale con la penuria e il rialzo dei prezzi dei cereali e di molte materie prime.

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Ucraina: pensare alla ricostruzione e far finta di niente?

di Boas Erez

 

È finita, e secondo il Presidente della Confederazione Cassis, la Ukraine Recovery Conference 2022 (URC2022) è stata un successo. Di certo non ha avuto solo valenza simbolica, e bisogna chiedersi se al contrario non abbia contribuito al consolidamento di pratiche contrarie ai nostri valori di base. 

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Un altro calcio è possibile

di Federico Franchini

 

Viaggio a Firenze dove la squadra del Centro Storico Lebowski promuove uno sport popolare e comunitario fatto di tanta passione e impegno civile.

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«Se Erdogan vincerà le elezioni, la colpa sarà degli Stati uniti e della Nato»

di Chiara Cruciati

 

TURCHIA. Intervista al rappresentante dell'Hdp in Europa, Fayiz Yagizay: «Non penso che Stoccolma e Helsinki consegneranno i dissidenti. 

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Estradare il dissenso: la black list della Turchia

di Chiara Cruciati

 

MEMORANDUM ATLANTICO. Nella lista dei desiderata turchi per Svezia e Finlandia ci sono curdi, turchi, scrittori, giornalisti di sinistra e islamisti. 

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USA: una recessione contro i lavoratori

di Fabrizio Tonello, Università di Padova

 

Non capita spesso, negli Stati Uniti, di sentire i guru della Borsa affermare tranquillamente in televisione che non solo la recessione è alle porte ma che si tratta di qualcosa di “inevitabile” e addirittura “positivo”. 

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L’America è cambiata. Non è più tempo di esclusioni dettate da Washington

di Roberto Livi, Avana

 

Il messaggio rivolto al presidente Joe Biden dal vertice straordinario bolivariano, Alba, riunitosi all’Avana il 27 maggio è stato confermato domenica 29 maggio dal risultato del primo turno delle presidenziali in Colombia. 

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Il futuro dell’Ucraina visto da Mosca

di Yurii Colombo, Mosca

 

Dall’inizio della tragedia che sta avvolgendo l’intera Europa, di passi in avanti per mettere fine all’“operazione speciale” non se ne sono fatti. Anzi, le trattative tra Ucraina e Russia sono interrotte. Tra la posizione di principio di Volodomyr Zelensky (la Russia deve tornare ai confini del 24 febbario 2022) e la posizione ufficiale russa (Lugansk e Donetsk saranno russe e tutte le zone che verranno conquistate dall’esercito russo potranno decidere il proprio futuro attraverso un referendum) resta uno iato enorme. Sia giuridicamente che politicamente.

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Il ForumAlternativo presto nell’Internazionale Progressista

di RedQ

 

Nelle scorse settimane, il ForumAlternativo ha formalmente inoltrato una richiesta di adesione all’Internazionale Progressista (IP), l’organizzazione fondata a fine 2018 su iniziativa di Bernie Sanders e Yanis Varoufakis per ricostruire un’Internazionale per il XXI secolo, una piattaforma che colleghi le lotte sociali in diverse parti del mondo e fornisca soluzioni per il superamento del capitalismo. 

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Offensiva vicina nel Rojava, Erdogan vuole altra Siria

di Chiara Cruciati

 

MEDIO ORIENTE. Prima chiama Putin, poi annuncia: «Ripuliremo Tel Rifaat e Manbij» dalle Forze democratiche siriane. Un corridoio turco largo 30 km, lungo quasi l’intero confine, volto a occupazione permanente e ingegneria demografica. Gli Usa: «Non siamo d’accordo»

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Riarmo generale: l’insostenibilità al massimo grado

di Danilo Baratti*

 

«Mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del PIL nell’acquisto di armi, come risposta a quel che sta succedendo adesso. Una pazzia!» (Papa Francesco, 24 maggio). 

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Il riarmo tedesco: un incubo

di RedQ

 

Nel fragore delle bombe e dei combattimenti in Ucraina, poco posto è stato dedicato dai nostri media a uno degli eventi più importanti che sono accaduti a causa o sfruttando questa inutile e criminale guerra. 

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Vaccini: lo scontro tra diritti e profitti nella geopolitica globale

di Vittorio Agnoletto*

 

USA, UE , India e Sudafrica stanno negoziando in questi giorni un accordo in merito alla moratoria parziale sui brevetti dei vaccini antiCovid, che dovrà essere approvato in sede di WTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio) da tutti i 164 Paesi aderenti, nessuno escluso. 

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Attacco turco-iracheno al Kurdistan meridionale

PIAZZA APERTA - Comitato svizzero “Libertà per Öcalan”*

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Unione a sinistra, accordo tra Verdi e Mélenchon

di Anna Maria Merlo, PARIGI

 

Si chiama Nupes la novità della politica francese, che alcuni già definiscono «storica», Nouvelle Union Populaire écologiste et sociale: la sinistra, a marce forzate in pochi giorni, sta costruendo un fronte unito per le legislative del 12 e 19 giugno. 

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«Vincere la guerra», ovvero la catastrofe a portata di mano

di Marco Bascetta

 

Crisi Ucraina Non si parla più di far cessare il conflitto, ma di vittoria, con costi umani ed economici incalcolabili. La vittima politica della escalation a guida angloamericana è l’Ue.

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Covid: «I morti sono il triplo»

di RedQ

 

Il fragore delle bombe in Ucraina ha completamente cancellato dall’attualità le notizie sulla pandemia e così ha trovato pochissimo riscontro nei media anche la conclusione abbastanza sensazionale di un articolo pubblicato nella rivista scientifica The Lancet, forse la più importante al mondo, nella seconda settimana di marzo.

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Ucraina: la Cina arriccia il naso

di Simone Pieranni, già corrispondente da Pechino

 

Nel marzo del 2014, qualche giorno prima della «riannessione» della Crimea alla Federazione russa, Pechino e Mosca diramarono un comunicato congiunto, secondo il quale i ministri degli esteri russi e cinesi si trovavano perfettamente concordi riguardo la crisi ucraina.

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Bombe turche su Kobane

Comitato Ticinese per la Ricostruzione di Kobanê

 

Venerdì 22 aprile quattro missili lanciati dell’esercito turco hanno colpito la città di Kobane. 

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Ucraina: sarà la crisi economica ad imporre la pace?

di Yurii Colombo, corrispondente da Mosca

 

La guerra in Ucraina sembra giunta a un punto di stallo o perlomeno di reload. 

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L’Italia si è rimessa l’elmetto

di Luciana Castellina già parlamentare europea

 

La guerra, fino a ieri tante ma tutte lontane, ora vicine, le vittime non più sconosciuti arabi o neri, bianchi proprio come noi, razza occidentale. 

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L’Ucraina e la presidenza Biden

di Fabrizio Tonello, Università di Padova

 

Quando questo articolo arriverà ai lettori il mondo potrebbe essere già stato inghiottito da una catastrofe nucleare oppure, sperabilmente, in Ucraina potrebbe esserci un cessate il fuoco.

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Putin: dove non basta il nazionalismo, arriva la repressione

di Yurii Colombo, corrispondente da Mosca

 

I mass-media russi continuano a sussurrare che il 9 maggio durante la parata militare commemorativa per il 77esimo della vittoria della «Grande guerra patriottica» Vladimir Putin sulla Piazza Rossa potrà annunciare la vittoria della «campagna d’Ucraina».

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Obiettivi raggiunti, dice l'autocrate

di ForumAlternativo

 

“Gli obiettivi che ci eravamo prefissati per la prima fase sono stati raggiunti”, dice in un video. No, in questo caso non è stato Putin a dichiararlo. Altrimenti la notizia l’avreste prontamente letta su tutti i portali d’informazione pochi minuti dopo esser stata espressa.

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Ucraina: prove di Terza Guerra Mondiale?

Q37 - L'editoriale (10 aprile '22)

 

Al momento di battere queste righe, sembrerebbe possibile che si arrivi in tempi ragionevoli ad un cessate il fuoco, a cui seguirebbero trattative diplomatiche che potrebbero sfociare in un accordo che da quanto si può capire ora potrebbe avere i contenuti che qui riassumiamo. 

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Per l’Europa il dilemma del secolo

di Alberto Negri

 

È lecito chiedersi dove stiamo andando a finire? Dovremmo domandarlo a Putin, che ha iniziato questa insensata e ingiustificata aggressione dell’Ucraina condotta come una guerra di annientamento. Che rischia di far sprofondare un continente.

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Il metodo Giacarta: USA liberatori o massacratori?

di Gaddo Melani

 

«Il metodo Giacarta» è una documentata retrospettiva di violenza e orrori che ha per scenario paesi di continenti diversi ma un protagonista centrale: gli Stati Uniti. Il sottotitolo del volume è quanto mai chiaro: «La crociata anticomunista di Washington e il programma di omicidi di massa che hanno plasmato il nostro mondo».

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Mélenchon... quasi presidente!

di ForumAlternativo

 

Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha promosso, come preventivato, Macron e Marine Le Pen. La sorpresa per molti giornalisti, ma non per noi, è stato il terzo posto del candidato della sinistra radicale Mélenchon, che tallona da vicino la Le Pen (differenza tra 1-2%, alla faccia dei soliti sondaggi). 

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Bucha cambia tutto o nulla?

di Martino Mazzonis

 

Le terribili immagini e notizie provenienti da Bucha, dove le truppe russe avrebbero ucciso civili a freddo per poi lasciare i loro corpi in strada, cambiano molte cose. O forse no. Questi morti, al momento ritenute credibili da molti esperti di internazionali di fact-checking, rendono Putin un criminale peggiore. E questo complica le cose. 

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Anp in crisi di legittimità

di Michele Giorgio, corrispondente dal Medio Oriente

 

Sono innumerevoli le sfide e i problemi che i palestinesi affrontano in questo periodo. Sul piano interno la debolezza estrema dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) si riflette nei rapporti con il governo israeliano di Naftali Bennett e nella frattura, ormai insanabile, con il movimento islamico Hamas che controlla Gaza e raccoglie consensi crescenti in Cisgiordania.

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L’America latina vira di nuovo a sinistra

di Roberto Livi, corrispondente dall’Avana

 

Nel tentativo di cambiare l’immagine (visto che non muta la sostanza) della politica degli Stati Uniti nel subcontinente latinoamericano, lo scorso 20 gennaio il presidente Joe Biden ha dichiarato che «l’America latina non deve più essere considerata il cortile dietro casa degli Usa (America’s back yard), ma quello di fronte (front yard)».

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Non siamo né-né ma contro-contro

di Tommaso Di Francesco

 

Il commento Dalla dichiarazione del presidente Usa, due scelte occidentali contrapposte: con Putin non si tratta fino al suo crollo; con Putin, si deve negoziare per fermare la guerra in Europa.

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I successi della ricerca medica cubana contro il Covid-19

di RedQ

 

Intervista a Fabrizio Chiodo

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Cuba sconfigge la pandemia, ma non ancora la crisi

di Franco Cavalli

 

Roberto Livi, corrispondente all’Avana dei nostri Quaderni e del Manifesto, iniziava un suo articolo pubblicato recentemente nel quotidiano italiano (30.12.2021) con questa domanda, che molti sembrano porsi a Cuba: «Ma è più difficile produrre un vaccino o la carne di porco?». 

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