Aeroporto di Agno: basta buttare soldi dalla finestra e danneggiare il clima! Siamo pronti al referendum

I Verdi del Ticino

 

Siamo contrari alla nuova iniezione di soldi pubblici nell’Aeroporto di Lugano Agno annunciata dal Consiglio di Stato. L'emergenza climatica impone di puntare sulla mobilità sostenibile per ridurre le emissioni di gas serra. I Verdi sono pronti a partecipare al lancio di un referendum sia a livello cantonale che comunale.

 

I Verdi del Ticino sono contrari al credito di investimento per la ricapitalizzazione di Lugano Airport e ai rispettivi crediti per la copertura delle perdite previste e crediti annuali per un ammontare fino al 2024 di 6 milioni di franchi. In piena emergenza climatica questi investimenti vanno a sovvenzionare massicciamente il settore trasporti che per chilometro percorso più di ogni altro è responsabile delle emissioni di gas a effetto serra. Questo in barba alle richieste dei giovani (e della comunità scientifica tutta) durante gli scioperi per il clima. Questa scelta dimostra ancora una volta che in Ticino non si si prende seriamente in considerazione la minaccia dei mutamenti climatici causati dall’uomo.

 

Dall’anno di costituzione di Lugano Airport SA (nel 2006), il contribuente luganese ha già pagato 36 milioni di franchi. Ciò nonostante il numero di passeggeri è in costante calo, con soli 88 mila utenti nel 2018, ovvero una riduzione del 34% rispetto all’anno precedente e una riduzione del 77% rispetto al 1995. L’unico volo ancora attivo da Lugano è quello verso Zurigo, cronicamente sottooccupato e praticato in dumping dalla Swiss, attualmente in trattativa con le FFS per trasferire i suoi passeggeri sul treno. La tragicomica ricerca di altre compagnie private disposte a coprire la tratta verso Ginevra ha portato finora ad un nulla di fatto e non promette nulla di buono per il futuro. In prossimità dell’aeroporto di Malpensa e con collegamenti ferroviari sempre migliori per Zurigo-Kloten il mercato ticinese dei voli di linea è troppo limitato per rilanciare lo scalo, e senza i voli di linea l’aeroporto risulta molto difficilmente finanziabile. I progetti faraonici di rilancio sono quindi ingannevoli, rappresentano solo un'ipoteca per chi in futuro dovrà gestire lo scalo e coprirne i deficit.

 

Per i Verdi del Ticino non ci sono dubbi, l’aeroporto di Lugano-Agno è moribondo ed è inutile accanirsi in tentativi di rianimazione. Meglio voltare pagina investendo tempo, energie e risorse finanziarie in altri progetti più lungimiranti come il prolungamento di Alptransit verso sud o il generale potenziamento della rete di mezzi pubblici terrestri.

 

I Verdi del Ticino chiedono sia al Cantone che al Comune di Lugano di ritirare i rispettivi messaggi e di elaborare una strategia ordinata di uscita dallo scalo luganese. Se ostinatamente il Gran Consiglio e il Consiglio Comunale di Lugano voteranno i rispettivi crediti I Verdi del Ticino e i Verdi di Lugano sono pronti a partecipare al lancio di un referendum sia a livello cantonale che comunale.