Il quadrato di Regazzi

PIAZZA APERTA - Carlo Curti, Lugano

Alla domanda ”Che fare in Ticino per superare questa fase difficile ”il leader maximo" (eufemismo) dei padroni cantonali ha risposto: Facciamo tutti quadrato, perché la sofferenza delle aziende tocca tutti.

 

Mi aspetto aperture e non intransigenze. (Corriere del Ticino,25.7.2020) Bella faccia da poker verrebbe da dire e, da semplice signor nessuno, mi permetto di chiedere:

 

- La “sofferenza delle imprese” significa che quest’anno non saranno raggiunti i preventivati profitti programmati prima della pandemia?

 

- Tutte le volte che è arrivata una crisi si è raschiato il fondo della socialità con il ritornello che siamo tutti sulla stessa barca e che le casse erano vuote, ma poi quando le cifre sono tornate belle nere, non si è ristabilita la situazione precedente.

 

- “Non si deve abbassare la guardia perché il pericolo è sempre dietro l’angolo” si è ripetuto fino alla noia, ma dopo il primo passaggio del signor Covid 19 i soldi per capi e capetti d’azienda sono venuti fuori subito e a miliardi.

 

- Non crede signor “poker face” che in un Cantone che ha i prezzi al dettaglio di Zurigo e gli stipendi di Reggio Calabria, continuare a chiedere sacrifici e frugare nelle tasche di chi ha solo il lavoro (quando c’è) per vivere, possa diventare a breve scadenza perlomeno azzardato?

 

- Mi dica senza tanti giri di parole: Se un padroncino spreme la manodopera che va a cercare più a buon mercato, arriva la crisi e si becca gli aiuti dallo Stato (che sono soldi di tutti), secondo lei, a emergenza finita sarà più sensibile o meno ai problemi delle maestranze?

 

- E già che ci siamo m’illumini: Al giovane “capitano” d’azienda, che dopo aver incassato aiuti pubblici licenzia i meno garantiti del suo staff e quasi se ne vanta, non dovrebbe essere intimato di restituire il maltolto?

 

 

Lo so, qualsiasi azzeccagarbugli avrebbe gioco facile a mantenere lo status quo, la differenza fra noi è proprio qui: Lei per la libera impresa, io per uno Stato libero dai furbi.