USA a rischio declino

PIAZZA APERTA - Enrico Geiler, Bellinzona

 

 

 

Gli USA da sempre hanno vissuto a spese di paesi terzi ai quali sono riusciti ad accollare il loro enorme surplus di spesa, soprattutto militare. 

 

Il meccanismo più noto è l'utilizzo da parte di paesi terzi del dollaro USA come moneta nazionale o come cambio fisso o quasi e la vendita di buoni obbligazionari del tesoro resi appetibili da un alto ma artificiale tasso d'interesse. Altri trucchi sono quelli di obbligare paesi terzi ad utilizzare il dollaro per le loro transazioni, per esempio per la compravendita di petrolio.

 

Poi un'infinità di piccole e grandi furbate come quella dei subprime (2008) con cui gli USA scaricarono il loro buco commerciale del settore immobiliare sulle banche e gli investitori di tutto il mondo con salvataggio di queste banche a spese dei contribuenti.

 

Un altro trucco consiste nel fatturare ai paesi alleati (Nato, ecc.) i costi della "difesa" (interventi in paesi terzi, basi militari USA all'estero, operazioni di "Peace keeping", Am-lire, ecc.) che in realtà è il dominio militare del mondo da parte degli USA. Questa politica comprende ovviamente la vendita ai paesi alleati di materiale militare “Nato-compatibile” a prezzi gonfiati, la messa a disposizione a caro prezzo di mezzi di sorveglianza (per esempio i satelliti) o di informazione (per esempio le grandi banche dati) o di telecomunicazione, ecc.

 

Altro trucco è quello dell'acquisto del petrolio non i contanti ma in "Diritti di prelievo" espressi in dollari. I Diritti di prelievo USA sono dei buoni spendibili solo negli USA e che costringono i detentori a comperare anche controvoglia tutto negli USA, in primis costosi armamenti.

 

Non da dimenticare è pure il semplice saccheggio delle risorse dei paesi terzi operato dagli USA per decenni e l’esenzione fiscale delle proprie imprese all’estero.

 

Ma il bello deve ancora arrivare: sull'esempio di quanto si fece in Germania negli anni '30 del secolo scorso tutti i debiti verranno ripagati, ma...con un dollaro che vale poco o niente. Per far questo il dollaro verrà svalutato enormemente e chi ora possiede dei crediti (BOT, azioni e obbligazioni USA) rimarrà con un pugno di mosche in mano. È il destino di alcune banche centrali che possiedono appunto questi assets a rischio di carta straccia: il Giappone è un classico e pagherà a caro prezzo la sua compulsiva fiducia negli USA. La Cina s'era pure caricata di legna verde nell'intento di utilizzare il credito verso gli USA come mezzo di pressione politico-economico, ma davanti alla realtà della possibile svalutazione del dollaro USA da parte della FED, la Cina ha incominciato a liberarsi della carta che scotta e comperare oro e altri metalli utili e investire altrove (via della seta, terre in Africa, ecc.). Questa recente vendita di US treasury bonds (buoni obbligazionari del tesoro - BOT) da parte della Cina va in questa direzione.

 

Quando la "fiducia" internazionale nel dollaro diventerà una "sfiducia" generalizzata sarà il panico generalizzato e per gli USA un crollo catastrofico con impoverimento della sua popolazione, soprattutto di coloro che detengono BOT USA. Tra i sintomi da citare il fatto che alcune nazioni hanno iniziato a commercializzare il petrolio in divise alternative.

 

Ovviamente gli USA faranno di tutto per mantenere la loro posizione dominante, se del caso anche utilizzando la forza, il che potrebbe tramutarsi in una enorme catastrofe planetaria genere terza guerra mondiale. Comunque il tutto sono le prime avvisaglie del declino USA come superpotenza economica.