Pronto soccorso dell’Ospedale Italiano. Quo vadis?

di FA Lugano

 

L’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) non ha mai avuto la mano molto felice nelle sue scelte tattiche e strategiche a proposito dell’Ospedale Italiano di Lugano (OIL). E ciò nonostante che la sua localizzazione in centro città, la facile raggiungibilità (contrariamente al Civico) e le sue dimensioni che gli danno un’atmosfera famigliare ne facciano una struttura sanitaria molto amata dai Luganesi.

Basti pensare che durante gli anni ‘90 del secolo scorso l’EOC voleva addirittura chiudere l’Italiano: dobbiamo riconoscere che il Nano Bignasca ebbe buon naso quando con il suo referendum riuscì alla grande a salvare l’OIL. In quell’occasione uno dei fondatori del ForumAlternativo (Franco Cavalli) sostenne pubblicamente la battaglia referendaria, per cui fu duramente redarguito dalla direzione di EOC. Oggi tutti riconoscono che sarebbe stata una grande corbelleria chiuderlo, ciò che avrebbe oltretutto ulteriormente favorito l’espansione del settore privato, già oggi troppo forte nell’area luganese.

 

Ma nelle alte sfere dell’EOC parrebbe che non ci siano delle idee molte chiare su cosa si vuole fare in futuro dell’OIL, nonostante che la vicinanza con il nuovo campus della Facoltà di Biomedicina dovrebbe dare ancora maggior importanza alla struttura.

 

Quest’incertezza si sente soprattutto a proposito del Pronto Soccorso, che è sempre stato un po’ trascurato, nonostante che quello del Civico sia notoriamente debordato, provocando spesso inaccettabili ore di attesa. Nell’ambito della riorganizzazione resasi necessaria per combattere la pandemia, l’EOC, d’accordo con il Consiglio di Stato, ha dapprima chiuso il Pronto Soccorso di Faido, Acquarossa e dell’Italiano, riaprendo però durante l’estate i due di Valle, ma non quello di Lugano. È da qui che è nata la petizione dell’MPS che esige non solo una rapida riapertura del Pronto Soccorso all’OIL, ma addirittura che esso rimanga aperto 24 ore su 24. Nel suo ultimo periodo di attività, l’orario di apertura del Pronto Soccorso dell’OIL era in effetti stato anticipato alle 20, e poi addirittura alle 19.

 

La richiesta dell’MPS è di principio giusta, anche se a nostro avviso esagerata. Da quanto difatti ci consta, quando il Pronto Soccorso dell’OIL era ancora aperto in continuazione, durante le ore notturne i pazienti che vi affluivano potevano essere contati al massimo sulle dita di una mano. Oltretutto è evidente che se durante il giorno ci si reca al pronto soccorso anche solo per un mal di gola o per una diarrea, chi ci va nel pieno della notte di solito ha qualcosa di molto più grave, per cui è sicuramente meglio che sia preso a carico del Pronto Soccorso del Civico, struttura adeguatamente attrezzata di mezzi diagnostici e terapeutici per i casi più seri.

 

Da parte nostra, riteniamo che in futuro il Pronto Soccorso dell’OIL dovrà essere nuovamente attivo perlomeno dalle 07.00 alle 21.00. Inoltre, la perfetta struttura ambulatoriale dell’OIL dovrebbe essere meglio utilizzata, per esempio attraverso la creazione di un vero poliambulatorio. Molti si ricorderanno che nel 1982, quando fu creato l’EOC, il Gran Consiglio rifiutò la proposta del PSA di prevedere anche dei poliambulatori. Lo stesso partito realizzò quindi un’iniziativa popolare, su cui si però si votò poi solo nel settembre 1985 e a cui il Gran Consiglio contrappose un controprogetto che permetteva perlomeno a EOC di aprire degli ambulatori specializzati. Con una partecipazione inferiore al 20%, i Ticinesi accettarono il controprogetto e respinsero invece l’iniziativa più radicale del PSA, il quale già si trovava in un momento di incertezza e di minore combattività.

 

I poliambulatori pubblici sono ancora più necessari ora che quarant’anni fa, in quanto il panorama sanitario ticinese è sempre più dominato da una serie di centri medici privati, che copiano il modello dei poliambulatori ma che funzionano secondo il principio “ti mando il mio paziente, tu me ne rimandi un altro”. Sono perciò diventati dei centri che fanno esplodere i costi della salute, a vantaggio del portafoglio di pochi. La localizzazione in centro città farebbe del poliambulatorio dell’OIL un’attrazione importante: si sussurra che in assenza di una simile realizzazione, la Clinica Moncucco stia già pensando di fare qualcosa di simile. Oltre alla medicina generale, nella struttura dell’OIL potrebbero trovare posto anche alcuni ambulatori specializzati, di cui si sente molto la mancanza: pensiamo all’oftalmologia, alla dermatologia, all’ortopedia, all’endocrinologia (compreso il diabete) ed ad altri ancora.

 

Ci vuole solo un minimo di chiaroveggenza e di volontà decisionale: magari ci sarà nella rinnovata direzione dell’EOC, a partire dal 1° gennaio 2021?

Tratto da: