Marco Chiesa, dittatore autodenunciato

di RedQ

 

C’era un tempo in cui si diceva che Marco Chiesa avesse una “faccia da bravo ragazzo”. Ora che è diventato presidente nazionale dell’UDC per grazia della famiglia Blocher (baciamo le mani), ha assunto un aspetto e soprattutto degli atteggiamenti da mastino: il padrino Christoph ha educato bene l’ormai ex-chierichetto.

 

 

Una delle ultime panzane cavalcate dal rabbioso presidente UDC è la denuncia del Consiglio Federale, accusato di aver instaurato in questi tempi di pandemia e lockdown una “dittatura” (sic) che va combattuta con ogni mezzo.

 

Sorvolando sul fatto che ci sono mille altre cose che potrebbero essere criticate al nostro governo, in Svizzera anche i paracarri sanno che quando all’interno del Consiglio Federale non c’è l’unanimità e si prendono delle decisioni per votazione, ad avere la maggioranza sono quasi sempre i rappresentanti della destra economica e conservatrice, cioè i due democentristi e i due liberali.

 

Marco Chiesa sta quindi denunciando la dittatura instaurata dal suo stesso partito? È una primizia storica: gli annali non registrano un’altra dittatura che si sia autodenunciata pubblicamente, oltretutto con tale veemenza!