Come rilanciare EOC

di Franco Cavalli

 

IL 19 maggio scorso l’Associazione per la difesa del servizio pubblico ha presentato in una conferenza stampa il documento “L’EOC: un ruolo fondamentale nella sanità ticinese”, documento elaborato, con la cooperazione del segretario dell’Associazione Graziano Pestoni, dai medici Mario Alerci, Marina Carobbio, Franco Cavalli, Giorgio Noseda, Beppe Savary-Borioli e Hans Stricker.

SI tratta in parte dello stesso gruppo che aveva preparato l’iniziativa popolare “Per una qualità delle cure”, che verrà prossimamente discusso in Gran Consiglio e sulla la quale il Consiglio di Stato ha ora preparato un messaggio con un possibile controprogetto.

 

Questo documento è nato da riflessioni fatte a seguito delle esperienze con cui siamo stati confrontati durante la pandemia, che hanno chiaramente mostrato il valore di una struttura multisito, come quella dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC). Difatti mentre in diversi centri svizzeri ma soprattutto all’estero, dove gran parte delle attività mediche più importanti sono concentrate in una sola enorme struttura ospedaliera, ci sono stati enormi ritardi nel trattare pazienti con altre patologie, da noi i pazienti che necessitavano un ricovero pur non avendo un’infezione da Covid hanno potuto essere concentrati in diversi ospedali (soprattutto all’Ospedale San Giovanni o all’Ospedale Civico Lugano), che erano stati mantenuti privi di pazienti Covid. Nonostante ciò l’EOC ha sofferto grosse perdite, che probabilmente per il 2020 e il 2021 non saranno distanti dai 100 milioni di franchi. Inoltre il quadro istituzionale diventa purtroppo sempre più difficile per gli ospedali pubblici.

 

Difatti mentre inizialmente la LAMal era piuttosto favorevole al settore pubblico (nessun sussidio alle cliniche private), ognuna delle seguenti revisioni ha a poco a poco aumentato il grado di privatizzazione del sistema sanitario, puntando sempre di più sulla concorrenza (un non senso in quanto come è noto il sistema sanitario è retto dall’offerta e non dalla domanda) ed arrivando con la revisione della LAMal del 2012 ad introdurre addirittura il finanziamento pubblico anche delle cliniche private. Quest’ultimo costa al Ticino tra i 110 e i 130 milioni all’anno ed ha permesso alle cliniche private di lanciare una vera e propria “campagna acquisti” di molto medici dell’EOC, offrendo loro retribuzioni superiori a quelle che l’ente pubblico può permettersi. Quest’ultima revisione ha inoltre introdotto quale base del finanziamento ospedaliero il sistema forfettario DRG, con un modo di calcolo che tendenzialmente riduce ogni anno questi forfaits.

 

Come conseguenza di questo tipo di finanziamento, per far quadrare i conti gli ospedali cercano di ridurre al minimo i giorni di degenza, cercando così di creare posti liberi per aumentare il numero delle persone ospedalizzate. C’è quindi un avvicendamento di pazienti a ritmo sempre più accelerato, con un gran aumento della pressione lavorativa, soprattutto sul personale infermieristico. I DRGs hanno anche provocato un’esplosione delle pratiche burocratiche, con un corrispondente aumento impressionante del personale impiegato in ambito amministrativo. Quest’evoluzione si riflette bene nei conti dell’EOC: sono in aumento i costi amministrativi e quelli per il settore medico (per cercare di bloccare le fughe verso le cliniche private), mentre diminuisce la quota dedicata al personale infermieristico. Questa è una delle ragioni dell’insoddisfazione che regna in modo sempre più palpabile tra le infermiere: non solo le loro condizioni di lavoro tendono a peggiorare, ma c’è addirittura un blocco delle nuove assunzioni e tendenzialmente salari sempre meno soddisfacenti.

 

Ricordiamoci che facendo un paragone con tutti gli altri paesi dell’OCSE, se si considera il rapporto tra salario medio e quello delle infermiere, la Svizzera arriva a uno degli ultimi posti in classifica! Nonostante i molti applausi ottenuti, anche da parte di politici, dalle infermiere durante la pandemia, il Parlamento si è dimostrato estremamente insensibile alle loro richieste, rifiutando l’iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” e contrapponendovi un controprogetto assolutamente insufficiente, che non migliora per niente le condizioni di lavoro delle infermiere. Sono soprattutto queste condizioni di lavoro, e meno il numero insufficiente di allievi alle scuole infermiere, che provocano una mancanza sempre più accentuata di personale infermieristico: difatti entro 12-13 anni dall’inizio dell’attività, la metà delle infermiere ha già abbandonato la professione per insoddisfazione sulle condizioni di lavoro.

 

Su questo tema ritorneremo prossimamente in preparazione della campagna che si annuncia molto calda proprio sul tema dell’iniziativa infermieristica.

 

Questa volta concludiamo riassumendo nella tabella che segue le proposte che il gruppo di lavoro ha fatto per rilanciare le attività di EOC:

 

Proposte per l’EOC

 

  • Ridefinizione della struttura multisito, senza penalizzazione strutturale degli istituti di prossimità (Ospedale di Locarno e Beata Vergine in particolare ma anche Ospedali di Acquarossa e Faido). Organizzazione dei dipartimenti sul modello dello IOSI, anche in considerazione delle necessità e delle regole della Facoltà di Biomedicina USI.
  • Ristrutturazione dei Pronto Soccorso, con ridefinizione secondo gli standard internazionali, chiarendo la missione delle singole strutture e migliorando di molto la professionalizzazione dei quadri medici.
  • Ampliamento dei poliambulatori, specialistici, ma anche di medicina generale, con un miglior collegamento ed un’interdipendenza con i Pronto Soccorso.
  • Ridefinizione dei salari di primari e vice-primari, non più in base al numero delle prestazioni: tendenzialmente con salari uguali e plafonati.
  • Aumento dei posti di stage per allievi infermieri, miglioramento delle condizioni di lavoro (salariale e ratio, nel senso di numero minimo di infermieri per numero di pazienti) del personale infermieristico.
  • Valutazione della possibilità di collaborazioni con gli ospedali di Varese e di Como.

 

Proposte a livello politico

 

  • Richiesta di riconoscimento da parte degli organi ufficiali a livello nazionale, soprattutto da parte della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, che l’EOC, anche nella sua declinazione di struttura multisito, è un’unica entità ospedaliera (rilevante per assegnazione di mandati di medicina altamente specializzata).
  • Richiesta al Gran Consiglio per la formulazione di un’iniziativa cantonale diretta al Parlamento federale per revisione della LAMal che comprenda l’abolizione dei sussidi alle cliniche private e l’abolizione del finanziamento secondo DRGs.
  • Richiesta al Gran Consiglio per la formulazione di un’iniziativa cantonale da inviare al Parlamento federale per introduzione di un finanziamento ospedaliero basato sul controllo di qualità, che permetta quindi una copertura effettiva dei costi per tutte le prestazioni che rispettano i suddetti criteri.
  • Richiesta al Gran Consiglio di abolire il plafonamento del contributo cantonale per EOC e di adottare lo stesso valore del punto Tarmed per EOC e per le cliniche private.

Tratto da: