Maledetti pacifisti

di RedQ

 

Questo libricino è molto attuale e consigliato soprattutto ai tanti strateghi da divano o giornalisti con l’elmetto, che pullulano anche da noi. Nico Piro, inviato speciale della Rai, è specializzato in aeree di crisi e di conflitto ed ha vissuto abbastanza a lungo in Afghanistan, dove ha conosciuto da vicino Gino Strada, a cui dedica con parole commoventi questo lavoro. 

 

 

Piro sta seguendo attualmente un po’ da lontano la guerra in Ucraina, in parte dall’Italia, in parte dalle zone russe confinanti, a causa del divieto d’ingresso ricevuto da Kiev per una sua trasferta lavorativa in Donbass nel 2019.

 

Piro si scaglia soprattutto contro il PUB, cioè il “pensiero unico bellicista” che secondo lui trionfa nei nostri media, dove si distingue in maniera infallibile il vero (Kiev) dal falso (Mosca). Chi dissente o esprime anche solo qualche dubbio è automaticamente amico del nemico, filo-Putin, o allora un maledetto pacifista, perché chi chiede la pace è puntualmente accusato di voler la resa degli ucraini.

 

Per Piro il conflitto militare, avendone vissuti diversi da vicino, è sempre “merda, sangue e fango, quasi sempre versato da innocenti”, mentre a distanza viene “venduto” come un prodotto tra gli altri, seguendo specifiche strategie di marketing. A sostegno di questa sua tesi porta tutta una serie di esempi di colossali fake news, che sono state usate per giustificare l’ingiustificabile, mentre d’altra parte con altrettanti significativi esempi mostra come la guerra è sempre “disumana e non può essere diversamente”. Soprattutto oggi, come dimostrava sempre Gino Strada, quando la maggioranza delle vittime sono civili.

 

Secondo Piro se in Ucraina non si arriva alla pace il risultato sarà un’“afghanizzazione” del conflitto, cioè una sua trasformazione in un pantano da cui i due schieramenti non riusciranno a tirarsi fuori presto. Anche perciò l’autore è convinto che l’unica speranza di mettere fine alla guerra sia una soluzione diplomatica, anche se è una strada colma di grandi ostacoli percorribile solo con molta fatica. Rimane però anche l’unica via percorribile.

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