Elezioni federali 2023: Beppe Savary-Borioli

Perché mi candido al Consiglio Nazionale su una lista rosso-verde

Le sfide principali della politica di oggi sono di carattere globale. Perciò, persino chi sogna la sua Patria un’esclusiva “Isola dei beati”, sul modello di una “gated comunity”, oppure chi crede di poter vivere la sua Indipendenza in un “Ridotto nazionale”, non può sottrarsi a loro.

 

La crescente crisi climatica con i suoi effetti devastanti si manifesta anche sui “nostri” ghiacciai, boschi e prati, ma anche nell’abitato, con una meteo che alterna periodi torridi di siccità con altri di alluvioni. Altro che “isterismo climatico”! La natura soffre e anche noi che facciamo parte di essa di conseguenza non stiamo bene: assieme al riscaldamento generale, l’inquinamento dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e del suolo che produce i nostri cibi ci fanno ammalare. Se aggiungiamo a questo una molto possibile catastrofe atomica, sia essa dovuta all’uso civile o militare del nucleare, questa di certo non si ferma ai nostri confini.

 

Confini che le autorità svizzere cercano però di tenere il più possibile chiusi per chi sta molto peggio di noi e fugge da guerre, regimi oppressivi, carestia e fame. Certe volte il Governo Svizzero si mostra più accogliente: quando i profughi sono di pelle bianca e di fede cristiana.

 

Il capitalismo universale nella sua espressione ideologica neoliberista, con la sua sempre più spinta e sfrenata corsa alla massimizzazione del profitto, concentrato nelle mani di sempre più pochi, sfrutta ovunque e senza riguardo sia la natura che i suoi abitanti. La Svizzera non fa eccezione: la forbice tra ricchi e poveri anche da noi si apre sempre di più. Tutti questi fenomeni non sono causati da un oscuro destino, bensì risultato di scelte politiche precise.

 

La lotta degli sfruttatori contro gli sfruttati vede in chiaro vantaggio i primi, aiutati in questa lotta dalla penetrazione lampante o subdola di tutta la nostra vita e cultura dalla loro ideologia dominante attraverso tutti i canali mediatici a loro disposizione. Per noi la lotta si fa dura, è quella di Davide contro Golia.

 

Lottiamo per un altro mondo che è possibile. Un mondo senza sfruttamento, né della natura, né dei suoi abitanti. Un mondo gestito da processi democratici che devono basarsi però sull’uguaglianza e la parità di opportunità per tutti gli uomini e tutte le donne che abitano la nostra terra. Quello che deve valere a livello mondiale, deve valere anche nel nostro paese. Si tratta di abolire le disuguaglianze e le ingiustizie all’interno della Svizzera come a livello internazionale.

 

Neutrali sì, quando si tratta di non allearsi con i potenti, ma chiaramente no, quando si tratta di stare con gli oppressi.

 

Dobbiamo lottare per contribuire a cambiare in meglio il mondo, ma altrettanto la nostra Svizzera: sosteniamo il personale curante per delle condizioni di lavoro che permettono di stare meglio a loro e di conseguenza anche ai loro pazienti.

 

Continuiamo a batterci per una cassa malati unica e pubblica con premi secondo il reddito e la sostanza. Rivendichiamo un industria farmaceutica pubblica che produce i medicamenti generici che sempre più spesso mancano; abbassiamo i prezzi folli di tutti i farmaci come i prezzi troppo alti per i beni di prima necessità e il trasporto pubblico; quest’ultimo va privilegiato e rinforzato rispetto al traffico privato.

 

Difendiamo le pensioni e rinforziamo l’AVS. Facciamo ritornare posta e ferrovia a vere regie federali, al servizio degli utenti; togliamole dall’obbligo di fare profitto. L’accesso a una sanità pubblica di qualità dev’essere garantito a tutti secondo i loro bisogni, aboliamo le perversioni del “mercato della salute” privato.

 

Difendiamo la scuola pubblica e una formazione di qualità. Chiediamo forte di lavorare meno – senza riduzione del salario -, lottiamo contro la precarietà, il dumping salariale e vietiamo le perfide agenzie interinali.

 

Le periferie non siano più dominate dalla prepotenza economica dei centri e relegate a domicilio secondario di chi può permettersi un “Ferienhaus,” quando delle giovani famiglie non trovano abitazione primaria in valle, con tutte le conseguenze che ne derivano.

 

Combattiamo la deleteria politica di risparmio dello Stato, frutto di continui regali fiscali ai ricchi a scapito dei bisognosi, giustificati con l’esasperata concorrenza tra i cantoni nel voler accaparrarsi dei contribuenti facoltosi, nella vana speranza del sognato “sgocciolamento”.

 

Il consiglio federale, aggirando il parlamento, ha trovato in una notte 259 miliardi di CHF per “l’operazione commerciale” della thatcheriana KKS che gli permise di consegnare CS a UBS. A noi si dice che non ci sono soldi per la lotta contro il cambiamento climatico, per sanità, socialità, formazione, ricerca e trasporto pubblico. Soldi che sarebbero più necessari che mai onde investire nel presente di tutti noi ma soprattutto nel futuro dei giovani.

 

Da “vecc duttur” penso di avere esperienza di mestiere e di vita per poter dire a Berna la mia, anzi: la nostra. Rosa Luxemburg, “la rosa rossa”, ci ammonisce: “Chi lotta può anche perdere, chi non lotta ha già perso.” Lottiamo!