Il personale curante non vuole più aspettare!

Il significato dei Walks of Care

di RedQ

 

Lo scorso 12 maggio, in occasione della giornata internazionale delle infermiere1 sono andate in scena tutta una serie di iniziative nelle principali città del Paese. 

In Ticino su impulso del neo costituito Gruppo promotore2 si è svolta a Bellinzona la seconda edizione della Walk of care (la prima c’era stata il 6 aprile a Locarno, vedi qui) che è sfilata per le vie del centro cittadino per raggiungere poi Piazza del Governo.

 

Vi hanno aderito oltre 100 curanti, tra loro parecchi studenti, un risultato certamente positivo per un’Iniziativa promossa in prima persona dalle e dai curanti. Durante la camminata hanno preso la parola alcune infermiere chiedendo di tenere alta l’attenzione sulla difficile situazione che vive oggi il personale e per ribadire che è necessaria una rapida attuazione dell’Iniziativa «Per cure infermieristiche forti» accolta in votazione popolare lo scorso mese di novembre.

 

In tutte le città il personale curante ha denunciato il fatto che a oltre sei mesi dall’approvazione dell’Iniziativa popolare, ben poco si è concretizzato per migliorare le condizioni di lavoro: e quel poco è stato realizzato da alcune autorità cittadine (p. es. Zurigo). Invece, il Consiglio Federale, che secondo il testo dell’Iniziativa è il maggior responsabile per la sua attuazione, sta tergiversando.

 

La situazione per chi opera in tutte le strutture sanitarie rimane difatti delicatissima. Oltre 300 infermieri lasciano ogni mesi la professione, perché provati da condizioni di lavoro oggettivamente insostenibili. Ad oggi oltre 13’000 posti di lavoro risultano vacanti. In diversi cantoni diminuiscono anche le nuove iscrizioni alle scuole per la formazione sanitaria e parecchi studenti interrompono gli studi non intravvedendo prospettive professionali. Una situazione drammatica che mette chiaramente in pericolo la qualità delle cure!

 

 

Il Consiglio Federale intanto fa melina

L’approvazione lo scorso novembre con oltre il 60% dei Sì dell’Iniziativa «Per cure infermieristiche forti» ha chiaramente evidenziato che la popolazione comprende e appoggia le rivendicazioni del personale. È difatti lapalissiano che senza buone condizioni di lavoro è impossibile garantire una buona qualità delle cure. L’Iniziativa popolare, che aveva suscitato enormi aspettative tra il personale curante, chiede un’offensiva sul terreno della formazione, un miglioramento delle condizioni di lavoro, compreso l’aumento del personale presente sui reparti, nonché un corretto finanziamento del settore delle cure.

 

Invece di concretizzare rapidamente quanto richiesto dall’Iniziativa, il Consiglio Federale cerca di guadagnar tempo e ha deciso che in un primo momento verrà affrontata soltanto la questione del potenziamento dell’offerta formativa. Tema peraltro già contenuto nel Controprogetto indiretto approvato dal Parlamento e che era stato contrapposto all’Iniziativa, con la speranza che la popolazione l’avrebbe così respinta. Il nostro governo sottolinea che solo in un secondo momento si comincerà a discutere del miglioramento delle condizioni di lavoro del personale. Conoscendo i tempi della politica bernese, è evidente che questo approccio trascinerà la discussione per anni e in proposito segnali negativi stanno già arrivando dagli ambienti economici. Invece sarebbe necessario adottare misure urgenti soprattutto per frenare l’elevatissimo tasso d’abbandono (quasi la metà lascia la professione entro 12-13 anni), soprattutto dopo che la pandemia ha ancora peggiorato, con molti burnouts, una situazione già molto critica prima.

 

 

Il personale non ce la fa più!

Sappiamo tutti qual è la situazione: turni di lavoro e ritmi massacranti, difficoltà a conciliare vita lavorativa e famigliare, stress burnout mobbing e problemi di salute, pianificazione dei turni soggetta a continue modifiche, mancato coinvolgimento del personale nei processi decisionali, assenza di tutele sindacali, livelli salariali insufficienti, flessibilizzazione delle forme di impiego, mancanza del tempo necessario da dedicare ai pazienti, strutture sanitarie trasformate in fabbriche dove si rincorre la massimizzazione dei profitti. È quindi evidente che sia necessaria una vera e propria svolta, se no la situazione non potrà che degradarsi ulteriormente. E questo in un settore nel quale secondo l’Obsan (Osservatorio svizzero della salute) entro il 2029 ci sarà bisogno di 43’400 nuovi infermieri a livello terziario e 27’100 a livello secondario, in totale oltre 70’000 persone.

 

È quindi necessario moltiplicare i momenti di mobilitazione del personale per esercitare una crescente pressione nei confronti delle istanze politiche e prima di tutto del Consiglio Federale. È quindi fondamentale sostenere tutte le iniziative promosse direttamente dal personale curante, come quelle gestite dai co-promotori della Walk of care Ticino o alle iniziative proposte da Pflegedurchbruch nella Svizzera tedesca, che ha un grosso seguito in FB e che ha appena lanciato una petizione popolare3 per chiedere una rapida e completa attuazione dell’Iniziativa accolta nel mese di novembre. È però indispensabile fare pressione anche a livelli dei cantoni, che gestiscono direttamente gli ospedali pubblici, per migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro, senza attendere l’iter procedurale relativo alla concretizzazione dell’Iniziativa, che si annuncia molto tortuoso.

 

Queste misure devono comprendere l’aumento dei salari e delle indennità, la diminuzione dell’orario di lavoro settimanale, una migliore pianificazione dei turni e dei giorni liberi, aumentando le unità di personale presenti nei vari reparti e favorendo i diritti di partecipazione dei curanti a tutti i livelli. Se tutto ciò non verrà realizzato ben presto, a causa della mancanza di una vera prospettiva, i curanti continueranno ad abbandonare la professione. E i cittadini rischieranno ben presto di perdere un loro inalienabile diritto, quello a delle buone cure!

 

 

 

1. La giornata internazionale delle infermiere viene celebrata ogni anno il 12 maggio. Il 12 maggio 1820 nasce infatti Florence Nightingale, considerata la fondatrice dell’infermieristica moderna.

 

2. Le Walk of care sono dei raduni e delle “marce” promosse nelle principali città svizzere da alcuni anni dalle infermiere e dal personale curante per sensibilizzare la popolazione sulle problematiche che investono il ramo delle cure e per chiedere una valorizzazione della professione e del ruolo dei curanti. Su iniziativa di una ventina di infermiere negli scorsi mesi si è costituito in Ticino un collettivo di curanti per promuovere le Walk of care anche nella nostra regione. Il Gruppo è presente anche su FB e Instagram.

 

3. È possibile firmare la petizione sul nostro sito: www.forumalternativo.ch (firma qui)

Tratto da: