Monopoli farmaceutici: solo con il narcotraffico si guadagna di più!

di Franco Cavalli

 

Il settore delle multinazionali farmaceutiche è quello che mostra meglio di ogni altro non solo l’iniquità, ma al limite addirittura il delirio a cui arriva l’attuale sistema capitalistico, basato sulla cosiddetta share-holder value, cioè sul massimizzare i guadagni borsistici a breve scadenza. Per avere le quotazioni borsistiche le più alte possibili, bisogna cioè massimizzare i profitti. Per fare ciò, o si risparmia sulla manodopera, soprattutto con le mega-fusioni o si vendono i farmaci a dei prezzi astronomici. Di solito i monopoli farmaceutici fanno entrambe le cose e con un certo successo, se ci si pone dal loro punto di vista. Basta guardare i rendiconti finanziari per esempio della Novartis e della Roche che hanno dei bilanci attorno ai 45 miliardi l’anno a testa, con dei guadagni sempre nell’ordine dei 10-12 miliardi. Sì, avete letto bene: il tasso di profitto è del 25%, ciò che nessun’altra industria raggiunge, spiega così come mai, anche durante le crisi borsistiche più nere, i valori delle azioni farmaceutiche rimangano sempre stabili o addirittura crescano.

 

Nel nostro Quaderno 2, uscito nel febbraio 2015, abbiamo pubblicato un’ampia documentazione in un articolo intitolato «Lo scandalo del prezzo dei farmaci». Siccome la situazione nel frattempo non è per niente migliorata, anzi come vedremo è ulteriormente degenerata, riprendo con qualche piccola modifica concernente le cifre e l’incipit di allora.

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Novartis, l’ora della verità?

di Red

 

Il parlamento greco ha deciso: ci sarà una commissione d’inchiesta per far luce sullo scandalo delle tangenti pagate da Novartis a membri dei governi greci passati. Oltre ad avere passato bustarelle ad ex premier come Antonis Samaras e Panagiotis Pikrammenos (capo del “governo tecnico” voluto dall’UE, tanto per intenderci) e a diversi ministri dei governi conservatori e socialisti passati. 

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Pirati del lago Maggiore: incontrano la popolazione

Martedì 27 febbraio – ore 20.00

Salone comunale Magadino

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Allarme giovani in assistenza: la politica ora deve agire!

Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)

Abbiamo preso atto con rammarico, ma senza particolare stupore, dei risultati dello studio pubblicato oggi dal DECS relativo alla situazione dei giovani al beneficio dell’assistenza o di altre prestazioni sociali. I dati emersi dal rapporto confermano infatti quanto da noi più volte denunciato da numerosi anni a questa parte, ossia che l’origine sociale costituisce ancora un fattore di grave e intollerabile discriminazione per quanto concerne le opportunità scolastiche e professionali dei giovani ticinesi.

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L’UDC e il ritorno all’Ottocento

di ForumAlternativo

 Com’era prevedibile “prima i nostri” ha creato tanto rumore per finire poi affossata in quanto irricevibile giuridicamente. Ma questo, a nostro parere, non è l’aspetto più importante dell’intera vicenda.Il senso dell’iniziativa è sempre stato quello di spostare l’attenzione, gettando fumo negli occhi, facendo credere che i responsabili della miseria salariale e del precariato ticinese sono da cercare tra chi lavora ma ha un passaporto diverso.

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SIT - IN

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Meno regali ai ricchi, più borse di studio agli studenti!

Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)

 

Hanno presentato il 28 gennaio la petizione intitolata “Per un rafforzamento delle borse di studio, per un’istruzione più equa per tutte e per tutti!”, con la quale si denuncia il progressivo smantellamento del sistema ticinese di aiuti allo studio e se ne rivendica un potenziamento.

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Lo scandalo di AutoPostale SA: tante manipolazioni, un incidente di percorso?

di Graziano Pestoni

 Quanto successo ad AutoPostale, purtroppo, non può sorprendere chi conosce la Posta SA. I conti, da anni, sono opachi, di difficile lettura, eticamente discutibili. È praticamente impossibile, per esempio, fare rigorosi confronti periodici in quanto i modelli contabili cambiano sovente; è pure impossibile farsi un’idea precisa delle attività svolte all’estero. Ma c’è di peggio.

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Dopo il NO a Previdenza 2020 è urgente aumentare le rendite dell’AVS per tutti/e

di Graziano Pestoni

Questa riforma ignorava totalmente la struttura del sistema pensionistico svizzero.

Essa tentava di mettere tanti e inutili cerotti al secondo pilastro, ben sapendo che lo stesso ha difficoltà insormontabili, invece di potenziare l’AVS, un pilastro solido, efficace e particolarmente moderno, anche se è nato nel 1947!

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L’alleanza tra Israele e Arabia Saudita sconvolge il Medio Oriente

di Michele Giorgio

Il terremoto scatenato dal 32enne principe ereditario saudita Mohammed bin Salman all'interno del suo Paese e nella regione mediorientale, imponendo le dimissioni al premier libanese Saad Hariri allo scopo di sfidare apertamente l'Iran e i suoi alleati, fa vacillare pericolosamente gli equilibri che si sono consolidati nella regione in questi ultimi due anni, dopo l'ingresso prepotente della Russia a sostegno del presidente siriano e la firma nel luglio 2015 dell'accordo internazionale che ha riconosciuto la legittimità del programma nucleare civile dell'Iran, tra lo sgomento di Riyadh e Tel Aviv.

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Riforma Fiscale: un progetto di stampo liberista iniquo e pericoloso

di Enrico Borelli

 

Contrariamente a quanto affermato oggi sulle colonne del Caffè dal direttore del Dfe Christian Vitta, la riforma fiscale non rappresenta alcun patto sociale ma bensì un'ulteriore concretizzazione delle politiche liberiste che in questi 20 anni hanno favorito la crescita delle diseguaglianze sociali e della concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e che hanno prodotto esclusione e povertà.

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Salario minimo: la triste proposta del Consiglio di Stato

di ForumAlternativo

 Lo scorso 8 novembre il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio relativo alla nuova Legge sul salario minimo. Una giornata molto triste per i salariati e la popolazione di questo cantone.

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La scuola è mia e decido io

di Bruno Neri

 

Inclusione ed equità. Chi non potrebbe dirsi entusiasta di una riforma scolastica che riassuma in queste due belle parole le sue ambizioni?

È «La scuola che verrà», prodotta negli uffici di Emanuele Berger, direttore della Divisione della scuola ticinese, e benedetta politicamente dal ministro socialista Manuele Bertoli a capo del Decs.

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Non smantelliamo la RadioTelevisione Pubblica

di Enrico Borelli

 

Come ogni progetto di smantellamento di un servizio pubblico, anche l'iniziativa No Billag, in votazione il 4 marzo prossimo, mira a fare gli interessi di pochi imprenditori e investitori privati a scapito dei cittadini comuni, soprattutto dei più fragili e delle minoranze.

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Le eccedenze della Confederazione vanno reinvestite nel sociale!

di Red

 

Questo mercoledì, Ueli Maurer ha annunciato un saldo positivo di 2,8 miliardi per l’anno 2017, a cui vanno aggiunti 2 miliardi in eccesso non previsti raccolti con l’imposta preventiva.

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Malgrado tutto, dobbiamo bocciare NO Billag

di Gerpes

La radio e soprattutto la televisione, spesso, non ci soddisfa.

I servizi informativi sono lacunosi e non di rado di parte. I partiti dominanti e gli interessi del capitale hanno uno spazio privilegiato. Tutto quanto sa di sinistra, per esempio ma non solo in America latina, è presentato in forme non soddisfacenti. Un’analisi particolareggiata dei servizi informativi, salvo rare e lodevoli eccezioni, dimostrerebbe la parzialità di tante notizie.

Appare pure evidente che non sempre i fondi a disposizione sono utilizzati con il dovuto rigore.Ciò non dovrebbe essere il caso per reti televisive pubbliche.

Malgrado tutto questo noi riteniamo fondamentale combattere l’iniziativa No Billag, almeno per le seguenti ragioni:

 

Se l’iniziativa dovesse essere accolta sarebbe la fine della SSR, ossia della radio televisione pubblica. Ciò significherebbe che tutta l’informazione sarebbe monopolizzata da gruppi privati, svizzeri ed esteri. Non avendo più la concorrenza della radio e della televisione, la stampa privata potrebbe diventare ancora maggiormente di parte.

 

La radio e la televisione pubblica sottostà a controlli pubblici e nel caso della Svizzera Italiana, pure della CORSI. Esistono quindi possibilità di intervenire per migliorare i servizi.

 

La chiusura della radio e della televisione comporterebbe, in Ticino, la soppressione di 1200 posti di lavoro qualificati: molti giornalisti e tecnici non avrebbero praticamente nessuna possibilità di (ri)trovare un impiego in Ticino e sarebbero costretti a lasciare il nostro Cantone. Anche le destre, in primo luogo la Lega dei ticinesi, paladina a parole della difesa del Ticino e dei posti di lavoro, dovrebbe saperlo.

 

Non da ultimo, non va scordato che il Ticino beneficia di una ripartizione generosa delle risorse, e la chiusura della SSR, anche da questo profilo costituirebbe un autogol.

 

Il ForumAlternativo ritiene pertanto che bisogna operare affinché questa iniziativa della destra venga affossata.

 

Quaderno13 / 7dicembre 2017

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Ospedale Cantonale: una necessità?

di Equo

 

L’apposita commissione sanitaria del Gran Consiglio ha firmato i due rapporti l’8 novembre, arriverà quindi presto nel plenum l’iniziativa parlamentare di Simone Ghisla (PPD), firmata da altri 37 Gran Consiglieri, che chiede l’istituzione di un ospedale cantonale universitario di riferimento con sede unica e gestito dall’EOC.

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Solidarietà: ticinesi sull'isola di Chios

di Ivan Miozzari

 

Se vi è capitato di chiedervi come stareste se fosse successo a voi di dover fuggire abbandonando ogni cosa, ritrovandovi ogni giorno a domandarvi come procurarvi cibo e a come sopravvivere in un luogo dove si concentra la disperazione e da cui non è possibile andarsene, se avete provato orrore, allora potete capire che non possiamo chiedere ad altri di sopportare una condizione simile. Di aspettare che cambi qualcosa.

Di sopravvivere nel frattempo.

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Una comandante scrive da Afrin al New York Times

Nujin Derik è la comandante delle Unità di Protezione delle Donne (YPJ): abbiamo combattuto per la democrazia, adesso la Turchia vuole distruggerla.

Da più di una settimana la mia casa nella Siria nord-occidentale è sotto l’assalto su vasta scala dell’esercito turco e di migliaia di jihadisti islamici allineati alla Turchia.

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Stop alla guerra Turca contro il Rojava

SABATO 3 FEBBRAIO ORE 15.00

Viale Stazione POSTA DI BELLINZONA

Manifestazione in sostegno delle popolazioni del Rojava.

Firma la petizione online da inviare al Consiglio Federale.

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Referendum fiscale: prove di Sinistra Unita?

di Red

Nonostante aver avuto a disposizione praticamente solo tre settimane, la sinistra unita e capeggiata da UNIA è riuscita a raccogliere ben 11'000 firme per il referendum contro i regali fiscali ai super ricchi.

È questo un evento importante, sul quale bisognerà riflettere bene. Qui solo qualche commento a tutta velocità.

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La Svizzera che s'inginocchia davanti a Trump

di Franco Cavalli

tratto da "Area il portale di critica sociale e del lavoro".

In Europa, ogni candidato a una qualsiasi funzione politica, che abbia la dabbenaggine di dirsi sostenitore di Trump, perde immediatamente buona parte del sostegno popolare e quasi sempre va incontro ad una sconfitta elettorale.

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YPG: «Afrin sarà il Vietnam del regime turco»

Tratto da "Pressenza International Press Agency"

 

Dopo giorni di bombardamenti e notizie quasi del tutto assenti, oggi sono tornate a farsi sentire le brigate del YPG che, in un comunicato ufficiale, hanno dichiarato come Afrin «sarà il Vietnam della Turchia e di Erdogan».

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Riuscito il referendum fiscale

Basta regali fiscali ai ricchi!

 

Nonostante gli ostacoli posti dal governo, attraverso la pubblicazione del nuovo disegno di legge nel periodo delle vacanze natalizie,

il Comitato referendario contro la riforma fiscale ha raccolto più di 10'000 firme.

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Elezioni politiche italiane 2018

Viola Carofalo ci spiega

cos’è e dove vuole arrivare Potere al Popolo

continua su fanpage.it

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WANTED CRIMINAL

Quel che temevamo è successo.

La Turchia di Erdogan ha lanciato un’offensiva militare di terra sostenuta dall’aviazione contro Afrin, uno dei tre cantoni che con Kobane e Jazira formano il Rojava nel nord della Siria.

ForumAlternativo esprime la sua solidarietà e vicinanza ai popoli sotto attacco e chiede un intervento di condanna delle autorità elvetiche nei confronti della criminale offensiva militare di Erdoğan.

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Fermiamo Erdogan!

Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane.

 

Erdogan, il sultano della morte, sta per dare avvio ai suoi sogni d’espansione distruggendo i cantoni curdi nel nord della Siria.

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Brissago: morte del richiedente l'asilo Tamil

di Paolo Buletti

 

Non si tratta qui di emettere sentenze o di arrivare a determinare con precisione la dinamica dei fatti. Questo compito spetta a chi di dovere.

A noi rimane la necessità di capire, inoltrarsi nelle storie, dare un senso, se possibile, a questo epilogo tragico, nominare ciò che rischia di essere rapidamente dimenticato.

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